Del deputato Anzaldi

Borgo dei Borghi, interrogazione parlamentare contro la vittoria di Bobbio: “Daverio in conflitto di interessi?”

22 ottobre 2019

Si addensa qualche nube sulla vittoria di Bobbio al concorso televisivo di Rai Tre “Borgo dei borghi”.
Il deputato renziano di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, ha annunciato su Facebook un’interrogazione parlamentare per chiedere alla tv di Stato di chiarire “se dietro il concorso televisivo “Borgo dei borghi”, andato in onda su Rai3, non ci sia un imbarazzante caso di conflitto di interessi del presidente della giuria, Philippe Daverio. Se sono stati commessi errori e ci sono state connivenze, chi ha sbagliato deve pagare”.
Anzaldi sostiene che “il voto popolare aveva premiato il borgo siciliano di Palazzolo Acreide, che con il 42% del televoto aveva staccato Bobbio fermo al 27%, ma quel voto è stato ribaltato grazie alla giuria, che ha assegnato il 66% a Bobbio e lo 0% a Palazzolo Acreide. Il presidente della giuria, Daverio – aggiunge – è un grande sostenitore pubblico di Bobbio, tanto da aver ricevuto lo scorso novembre la cittadinanza onoraria per meriti nella valorizzazione del borgo”.
Anzaldi pone poi una serie di domande: “E’ stato opportuno dare l’ultima parola su una competizione in onda nel servizio pubblico a chi, come Daverio, non ha fatto mistero di parteggiare per un preciso concorrente? Come è stata selezionata la giuria e da chi? Daverio ha mai ricevuto denaro da istituzioni ed enti territoriali per la valorizzazione di Bobbio? Daverio un anno fa proponeva addirittura di nominare Bobbio terza capitale d’Europa, insieme a Strasburgo e Bruxelles: la trasmissione di Rai3 aveva un vincitore annunciato? Nessuno mette in discussione la bellezza di tutti i borghi in gara, compreso l’incantevole Bobbio, ma quando c’è il marchio Rai pagato da tutti i cittadini servono massime garanzie. E’ necessario che l’amministratore delegato Salini e il direttore di Rai3 Coletta chiariscano ai cittadini cosa è successo e se tutto sia stato fatto rispettando le regole e l’imparzialità del servizio pubblico, oppure se qualcuno abbia lucrato dietro la buona fede dei telespettatori”.

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