Festival di Castagno di Piteccio, ci sarà anche il Coro Valcuriasca

25 Marzo 2021

Per un anno sulle montagne hanno potuto cantare solo i torrenti, tranne che in qualche magra parentesi di ritrovata normalità, quando il virus ci dava l’illusione di aver perso i suoi denti e i cantori son corsi rapidamente allora su, alla Sella dei generali, in una grande cattedrale di terra, “E andiamo lassù per cogliere quei fiori, i fiori che profumano di cielo, in quella pace noi farem l’amore”, si è finalmente sentito cantar nell’aria d’agosto.

Era il coro Valcuriasca, e quell’aria è arrivata come se fosse stata spalancata una finestra su Coli fino a Castagno di Piteccio, in Toscana, diventando simbolo (è la canzone del video promozionale) e lancio del festival che si terrà nel borgo-museo pistoiese il 24, 25, 26, 27 giugno.

“Saremo presenti anche noi”, annuncia Marco Rossi dal Valcuriasca. “La speranza è che ci siano le condizioni sanitarie per poterci esibire il 26 e 27 giugno in questo meraviglioso borgo. Siamo davvero lieti di collaborare a questo affascinante progetto per la valorizzazione e riqualificazione dell’Appennino tutto, un Appennino senza confini”.

Fin dalle sue origini infatti il coro, composto anche da tanti giovani della nostra montagna, ha creduto in una “civiltà Appennino” come colonna vertebrale dell’Italia delle piccole perle della tradizione canora. “E crediamo fermamente anche nella possibilità di riscatto di queste terre, soprattutto quando finirà questo periodo così drammatico per tutti. Si è persa la leggerezza del cantare insieme il nostro “sangue”, la nostra tradizione più autentica. Vogliamo credere ora in un Appennino resiliente e resistente, per un futuro nuovo. Per questo siamo onorati di partecipare a questo festival, incrociando le dita si possa fare in presenza”.

Il progetto promosso a Castagno di Piteccio nasce da Cct-See City, associazione di Prato, con il corso di studio in Progettazione e gestione degli ecosistemi agro-territoriali, forestali e del paesaggio dell’Università di Bologna insieme alla scuola “Alfonsa” (Alta Formazione e innovazione per lo Sviluppo sostenibile dell’Appennino) promossa dall’Università per l’Appennino, di cui fa parte anche la Valtrebbia con Bobbio, e dall’Accademia Nazionale di Agricoltura.

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