“Ariaferma”, al Bobbio Film Festival l’esistenza sospesa dei detenuti

02 Agosto 2022

 

E’ con “Ariaferma” di Leonardo Di Costanzo, con Toni Servillo, nei panni di una guardia carceraria, e Silvio Orlando in quelli di un ergastolano, a caratterizzare la terza serata del Bobbio Film Festival. Il pubblico del Chiosco di San Colombano ha assistito ad una proiezione di spessore che si mantiene su un equilibrio narrativo davvero invidiabile per un’ora e mezzo. Il copione ci porta direttamente nel cuore della vita di un carcere che sta per essere chiuso e smantellato. Il regista e documentarista ischitano, che ha iniziato con il cinema in Francia alla fine degli anni ’80, ricorda come la sua idea di partenza fosse quella di andare ad indagare le dinamiche che attraversano il regime carcerario in Italia.

“Ho provato, grazie ad uno sguardo attento quanto sospeso della telecamera, a capire cosa possono rappresentare le sbarre oggi – ha detto – ho voluto scavare nelle pieghe di quella condizione, di cattività, e rintracciare l’essenza dei rapporti umani che si creano all’interno di un luogo di detenzione tra sorvegliati e sorveglianti. Si può dire che “Ariaferma” non sia un film sulle condizioni delle carceri italiane. È forse un film sull’assurdità del carcere». A proposito di case circondariali, la struttura dove è stato girato il film, nel novembre del 2020 durante il secondo lockdown, è quella dell’ex carcere di San Sebastiano a Sassari: «Il carcere di Mortana – conclude Di Costanzo premio David di Donatello per la miglior sceneggiatura originale insieme a Valia Santella e Bruno Oliviero – nella realtà, infatti, non esiste, è un luogo immaginario, costruito dopo aver visitato molte altre carceri”.

Il festival prosegue questa sera alle 21.15 con “Settembre” di Giulia Louise Steigerwalt, ospite del Chiostro con l’attrice protagonista Barbara Ronchi.

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