Addio al genio creativo di Norberto Civardi: firmò gli spot di Coca Cola, Candy Alisè e mentine Tabu
Nato a Fiorenzuola, lavorò per agenzie di pubblicità internazionali nella Milano degli anni ’80. Fu anche regista, grafico e pittore. Tante le mostre in capitali europee ma anche nel Piacentino
Donata Meneghelli
|4 ore fa

Norberto Civardi
Creativo ed eclettico. Norberto Civardi questi due attributi se li è meritati davvero nella sua lunga carriera artistica. Il suo percorso umano si è concluso all’età di 78 anni nella sua Fiorenzuola, dov'era nato e cresciuto prima di approdare a Milano, dove negli anni ’80 lavorò per grandi agenzie pubblicitarie.
La sua creatività era senza barriere. L’abilità tecnica si associava a una sensibilità artistica e umana non comune. Era eclettico eccome: suonava la chitarra elettrica nel gruppo di rock progressive dei Dottor Rari, è stato regista, grafico, creativo, pittore. L’arte la respirò fin da piccolo: il padre Anselmo affrescò con scene bucoliche persino le pareti di casa. Norberto ottenne il diploma di geometra, ma poi lo chiamarono come creativo agenzie come la Young & Rubicam, McCann Erickson e l’Alberto Cremona.
Lavorò a spot impressi nell’immaginario collettivo, come le mentine Tabu, la campagna per l’asciugatrice Candy Alisè, la Coca Cola: per uno spot memorabile della McFarland Red Beer fece entrare dei motociclisti dentro al teatro Verdi di Fiorenzuola ancora inagibile e non funzionante, Lo stesso teatro dove nel nuovo millennio Civardì firmò tante regie. Come creativo collaborò con registi come Renzo Martinelli, Alessandro D’Alatri, Roger Lunn (autore dei video di Paul McCarthy), Russell Mulcahy (autore del film Highlander).
Qualche anno fa, con la sua consueta ironia, ci disse: «Ho progettato case e negozi, rubato la cassa comune degli amici per andare a Parigi, ristrutturato una chiesa, e poi la regia di film pubblicitari, cartoons, ho scenografato e diretto opere liriche, scritto e diretto lavori teatrali, inciso LP coi Dottor Rari, suonato al Municipale coi Tuxedomoon; ho esposto al Castello Sforzesco di Milano, alla Biffi Arte di Piacenza, al Centro di Cultura Internazionale di Amsterdam. A complemento, ho avuto il mio funerale a Srinagar in Kashmir dove monaci tibetani mi hanno coperto con un lenzuolo bianco e hanno cantato e pregato per me dal tramonto all’alba».
Uno degli oggetti d’arte che realizzò è il tavolo-orologio per la Swatch, ora esposto al Watch Design Museum di Lucerna. Espose anche al Pompidou di Parigi con un’installazione video per IBM. Tante le mostre pittoriche: dal Castello Sforzesco a Palazzo Reale dove espose dei Murales, alla Elephant Parade nel 2011 (il suo elefantino decorato ottenne il premio Ethic Award del Sole 24 Ore) e all’Expo nel 2015.
Anche Piacenza, la Val d'Arda e la sua Fiorenzuola hanno goduto della sua arte. Nell’ultimo ventennio l’artista tornò più volte sul tema del sacro. "Isaq" fu una mostra su Gesù (l’acronimo sta per "Io sono ancora qua") proposta nel 2013 alla Biffi Arte di Piacenza. Nel borgo di Vigoleno, grande impatto ebbe la personale «Giocattoli e Preghiere» in cui liberava gli oggetti dall’uso comune per restituirli alla sacralità dell’arte. Numerose le mostre a Fiorenzuola come "L’Apostrofo" ed "Epocalisse".
L’ultima esposizione, prima della malattia, è stata nel 2019 al Festival dei due mondi di Spoleto: Sgarbi si soffermò ad ammirare una delle sue due opere esposte. In quell’occasione Norberto scrisse una piccola nota dal titolo ispirato a Oscar Wilde «Muoio dalla voglia di essere sepolto… dai complimenti!». Scriveva: «Ho dipinto in solitudine, parlando con me stesso e dividendo sogni e desideri con l’altra parte nascosta di me. L’età mostra le mie rughe ma non l’essenza dei miei pensieri. Li mostra attraverso i miei lavori. Adesso spero in riconoscimenti di quei miei pensieri, dei miei lavori, del tempo per realizzarli, rimanendo fedele al mio sogno faticoso». Ci uniamo al suo ultimo desiderio.






