A Marsaglia cresce il malcontento per il Punto salute a mezzo servizio

La struttura è aperta al pubblico solo un'ora e mezza ogni quindici giorni. Problemi anche per la medicina di base

Riccardo Freschi
|6 ore fa
A Marsaglia cresce il malcontento per il Punto salute a mezzo servizio
1 MIN DI LETTURA
Dopo la riapertura del Punto salute a Marsaglia, con un investimento di circa 320mila euro, atteso da ben quattro anni e presentato come un importante passo per la sanità di montagna, cresce il malcontento dei cittadini del paese e delle frazioni. 
Se da un lato l’amministrazione comunale e l’azienda sanitaria considerano la struttura come un’azione cruciale per la riattivazione dei servizi di prima necessità in montagna, dal lato dei cittadini la percepita limitazione degli orari rappresenta il principale motivo di insoddisfazione e di criticità. La struttura risulta infatti operativa ogni quindici giorni, limitando l’apertura al solo martedì dalle 7.30 alle 9, esclusivamente su appuntamento. «Hanno speso tanti soldi per una struttura che così usata serve a poco» sintetizza una signora del paese. 
Un ritmo che non soddisfa i bisogni di un territorio montano e isolato, abitato in gran parte da persone anziane. «Qui l’età dei residenti aumenta sempre di più e i giovani invece sono sempre meno. Aprire il Punto salute ogni quindici giorni è insufficiente - commenta un residente -. Fra poco dovrò subire un’operazione a Padova e quando tornerò, in caso di occorrenza avere un ambulatorio vicino casa sarebbe l’unica vera garanzia per una convalescenza sicura, senza dover percorrere chilometri di strada per andare a Bobbio per ogni minima necessità». 
Una problematica che si ripercuote anche sui genitori anziani: «Mia madre ha più di novant’anni. Quando la badante è assente, per me e mio fratello, che lavoriamo entrambi, gestire la situazione diventa davvero difficoltoso» continua il residente. «Non oso pensare a come possa cavarsela un anziano solo, o con parenti che vivono lontano. E poi le strutture di ricovero hanno liste d’attesa infinite. Si fa in tempo a morire prima di trovare un posto. Questo problema è così in tutt’Italia». 
A rendere più complessa la situazione si aggiunge la carenza di una medicina di base in modo continuativo. In questi giorni, con il medico titolare in ferie fino al 29 settembre, la continuità assistenziale subisce un’ulteriore riduzione. Il sostituto incaricato garantisce infatti la propria presenza in ambulatorio soltanto per un’ora e mezza alla settimana, il mercoledì dalle 11 alle 12.30, a causa dei contestuali incarichi del medico in altri comuni della Valtrebbia. Un lasso di tempo che i residenti considerano come un forte disagio di fronte alle reali esigenze di salute della popolazione. Infine, nella giornata di mercoledì 2 settembre, un gruppo di cittadini si è lamentato in particolar modo dell’assenza del medico sostituto, ignaro del cambio d’orario dalle 9 alle 11 nonostante fosse stato comunicato da un manifesto appeso all’esterno dell’ambulatorio.