Bici cannibalizzate, il Comune le leva dalle strade: "Rimozione e distruzione"
Redazione Online
|1 anno fa

Fanno a pugni con il decoro urbano e spesso anche con la sicurezza viabilistica. Senza contare che in molti casi vengono abbandonate nelle rastrelliere, occupando così spazi preziosi per la sosta degli utenti delle due ruote. Ecco perché il Comune dichiara guerra alle biciclette ridotte a carcasse, quelle “cannibalizzate” – si dice così -, private cioè di ruote, cerchioni, sellini, persino manubri e pedali, o alle quali in altri casi viene portato via tutto il telaio lasciando alla rastrelliera o al palo solo la ruota, l’unica parte che vi era agganciata con la catena.
“Rimozione e successiva distruzione” è il destino che attende le bicicarcassa. Lo dispone un’ordinanza del Comune firmata dal comandante della polizia locale Mirko Mussi. Il presupposto è che nelle bici abbandonate si ravvisi «una o più delle caratteristiche» indicate: “Siano non più funzionanti, prive di parti indispensabili al loro funzionamento e utilizzo (quali, a titolo esemplificativo, copertoni, ruote, manubrio, sella eccetera), mancanti delle caratteristiche costruttive e funzionali e non dotate dei dispositivi di equipaggiamento previsti dal Codice della strada, abbiano parti ammalorate che non ne consentano un immediato utilizzo”.
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