Caregiver, la fatica che nessuno vede: «Noi leoni in gabbia»

L’estate “murati in casa” e i gruppi di mutuo aiuto: «Una pizza è un lusso»

Elisa Malacalza
Elisa Malacalza
|15 ore fa
Caregiver, la fatica che nessuno vede: «Noi leoni in gabbia»
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Ma quale vacanza... L’estate è un incubo per chi è come noi. Tanti, invisibili». Veronica Rosso incrocia una vicina di casa e glielo dice tutto d’un fiato. Abita, come lei, nel quartiere Belvedere; stesso condominio. Sta buttando via l’immondizia ma le sembra di respirare, perché, almeno, esce di casa un attimo: «Sono stanca, molto», ammette a chi sul pianerottolo non la vedeva da un po’. Veronica ha più di 70 anni. Il marito convive da un po’ con una forma di demenza; lo disorienta, lo annulla, spesso. «Non è aggressivo, mai. Ma è come un bambino». Lei ha bisogno di parlare, ma si sente in colpa a farlo, e la città con il caldo e le vacanze si svuota, intanto.
Matilde Casati, 43 anni, un marito con una patologia psichiatrica cronica, che solo pronunciarla è ancora un tabù, per troppi; un marito «che amo ancora, lo scelgo ogni giorno, e la malattia è un aspetto della vita che cammina con noi», dice, nella sua casa di Piacenza. Su un foglietto si è segnata le parole chiave che vuole restino impresse: la prima è «realtà, non problemi», e questa realtà «tocca tutti, c’è chi ha la mamma o il papà anziani malati da tempo, chi addirittura un figlio. Chiunque, in un attimo, può diventare caregiver», la parola inglese che indica chi deve avere cura di un altro, e forse non se lo sarebbe mai immaginato. L’altra parola è “dialogo”, necessario, doveroso, con le istituzioni. E poi c’è malattia: «Può diventare una parte della vita, sì».
Matilde frequenta da due anni i gruppi di mutuo aiuto della fondazione La Ricerca: «Mi sono sentita meno sola», dice. «Perché l’obiettivo di un caregiver è andare avanti a vivere, lo stesso, e la solitudine è terribile. Il gruppo è diventato importante come le altre figure terapeutiche. Dei caregiver di fatto si parla sempre in modo sommerso, ma la fatica emotiva, mentale, è tanta».