Chef Mainardi al mercato coperto: «La mia missione è farvi venire fame»
Dai sogni da bambino accanto ai fornelli fino al successo tra TV e social, lo chef-showman conquista Piacenza con un racconto autentico fatto di passione, creatività e piatti “a tuono"

Marcello Tassi
|1 ora fa
Capelli biondi sparati verso l’alto, energia contagiosa e un entusiasmo che arriva dritto al pubblico: Andrea Mainardi non è solo uno chef, ma un vero showman della cucina. A Piacenza, ospite del mercato coperto di Campagna Amica, ha portato molto più di un semplice showcooking: ha portato la sua storia, la sua visione e quella capacità unica di trasformare ogni piatto in un’esperienza emozionale.
Fin dalle prime parole, rilasciate a Libertà prima di lanciarsi ai fornelli, emerge il cuore autentico del personaggio, fatto di passione, sogni e determinazione:
«La passione per la cucina - ha raccontato - è iniziata a otto anni. Ero spesso malato e insieme a mia mamma cercavo di stare dietro ai compiti. Lei cucinava e aveva un sacco di riviste di cucina. Su una di queste c’era un personaggio con un cappello gigantesco, un cuoco bellissimo con giacca bianca e bottoni cuciti a mano. Sapete chi era? Gualtiero Marchesi. All’epoca prese tre stelle Michelin e allora dissi a mia mamma: un giorno lavorerò per lui. E a 18 anni, dopo la scuola alberghiera, mi sono fiondato dal maestro e da lì è iniziato il mio percorso professionale».
Un racconto che sembra una favola moderna, ma che poggia su studio, sacrificio e tanta determinazione. E proprio quando la carriera sembrava già ben avviata, arriva la svolta capace di amplificarne la personalità:
«La mia carriera ha preso poi una nuova svolta in tv da Antonella Clerici nel 2010 e da lì è stata una vera esplosione. La cosa più bella che mi sta dando la carriera? Il pubblico. La vicinanza con il pubblico è il motore che mi fa sempre venire voglia di rimanere al passo coi tempi: prima in tv, poi con i social».

Ed è proprio lì che nasce il “fenomeno Mainardi”: diretto, ironico, irresistibile. La sua cucina si sdoppia, ma senza mai perdere identità:
«Io faccio due tipi di cucina: quella del mio ristorante, un po’ più ricercata e elaborata, e poi quella sui social e in tv, che è quella che realmente mi rispecchia. Dove mangio di gusto amo i prodotti autentici, con ingredienti super genuini. Scelgo il protagonista del piatto e poi carico di burro e formaggi… “a tuono”! La nutrizionista non è molto contenta, nonostante vestendo di nero tenda sempre a perdere qualche chilo. La mia missione è quella di farvi venire fame e casualmente pubblico proprio in orario di cena».
Ed è impossibile non sorridere riconoscendo in queste parole il suo stile travolgente, fatto di tormentoni (come ad esempio l’ormai iconico “Straordinario!” alla fine di ogni ricetta pubblicata sui social), spontaneità e una cucina che non chiede permesso: arriva dritta al palato e al cuore, conquista e lascia il segno.
Non manca poi uno sguardo al futuro, rivolto a chi sogna di intraprendere la sua stessa strada:
«Che consiglio mi sento di dare a un futuro chef? Di studiare, studiare e ancora studiare. Bisogna partire dalle basi, se mancano ti fermi lì. Ci sono scuole alberghiere e centri professionali. Cavalcate questo mondo perché è meraviglioso. E siate sempre creativi. Sognate i vostri sogni!».
A Piacenza, Mainardi è stato protagonista di una serata speciale soldout, una cena a quattro mani insieme allo chef Giuseppe Fummi, tra showcooking live e interazione diretta con il pubblico. Un vero viaggio nei sapori del territorio, con piatti pensati per esaltare le eccellenze agricole locali: dal flan di zucca con vellutata di robiola e coppa croccante, al risotto alla barbabietola con fonduta di erborinato, fino alla guancia di manzo al Gutturnio. Gran finale con un sorprendente gelato al latte all’azoto liquido, firma inconfondibile della sua creatività.

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