Coli, montagna di rifiuti abbandonati da decenni
Consiglio di Atersir, il caso Lagone e il principio di solidarietà contributistica infiammano l’assemblea dei sindaci. Tutto rinviato

Marcello Pollastri
|4 ore fa

Il caso Coli riapre il tema dei rifiuti “abbandonati” e chiama alla corresponsabilità l’intero territorio provinciale. È attorno a questa vicenda che si è concentrata la riunione di ieri mattina del consiglio locale di Atersir, l’agenzia d’ambito che governa i servizi ambientali in Emilia-Romagna e che si è riunita con quasi tutti i sindaci dopo tanti anni.
Al centro del confronto, la situazione della località Lagone, nel comune di Coli, dove sopra una discarica chiusa e già “tombata” da oltre vent’anni hanno continuato ad accumularsi rifiuti ingombranti provenienti da tutta la provincia. Una prassi che, di fatto, si è trascinata per oltre due decenni senza una vera interruzione, trasformando l’area in un deposito abusivo.
Col tempo i numeri sono diventati esorbitanti: oltre 100mila metri cubi di materiali da rimuovere. Una quantità ben superiore ai limiti previsti dalla gara d’ambito che consentirebbe al gestore, Iren, di intervenire autonomamente. Il risultato è che l’operazione di bonifica rischia di gravare quasi interamente sulle casse comunali, con costi in spesa corrente che rischierebbero di compromettere la tenuta di bilancio di un piccolo comune.
La sindaca Ester Pugni si trova così davanti a un’eredità pesante (con responsabilità difficili oggi da indagare), emersa anche a seguito di alcuni esposti, che impone ora un intervento rapido per motivi ambientali e di sicurezza. Ma la dimensione economica è altrettanto urgente: smaltire quella montagna di rifiuti richiederà, secondo un preventivo ancora parziale di Iren, un esborso di circa 250mila euro.

