Rissa e coltellata tra ragazzi:
«Tutto molto veloce, colpa dell’alcol»

Versioni diverse sul tentato omicidio di via Chiapponi, giovane indagato per autocalunnia. L’investigatore: «Piano a tavolino per scagionare l’imputato»

Paolo Marino
Paolo Marino
|10 ore fa
Via Chiapponi a Piacenza
Via Chiapponi a Piacenza
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Di certo c’è la profonda ferita al braccio con la quale un 19enne arrivò all’ospedale di Piacenza una notte di quasi due anni fa. Un taglio profondo causato da una coltellata che avrebbe potuto avere un esito fatale. Per il resto, ci sono versioni discordanti dei protagonisti della vicenda, accuse incrociate e confessioni ritenute inattendibili.
È una vicenda intricata quella avvenuta nelle prime ore del mattino di domenica 27 ottobre 2024 in via Chiapponi. Le differenti ricostruzioni sono emerse ieri in tribunale nel processo su uno degli imputati, Gamal Shaker, oggi 21enne, accusato di tentato omicidio in concorso per l’aggressione a un ragazzo, all’epoca studente di un istituto superiore piacentino. Lui nega tutto e per questo ha scelto d’essere giudicato con rito ordinario.
«Sono in carcere da un anno e dieci mesi e non so perché, quando sono arrivato in via Chiapponi era già accaduto tutto, con l’accoltellamento non c’entro», ha detto al collegio di giudici presieduto da Stefano Brusati. Ma a indicare il suo coinvolgimento nel delitto è l’amico Yassine Henchi, nato in Tunisia ma cresciuto a Piacenza, che per quei fatti ha patteggiato una pena a tre anni e due mesi, con una sentenza diventata definitiva. «Sono intervenuto quando è scoppiata la rissa, mi sono tolto la cintura e ho colpito il ragazzo italiano - ha dichiarato -. Poi Gamal mi ha passato un coltello e io l’ho usato». Alla domanda dell’avvocato Silvio Toccafondi, difensore dell’imputato insieme alla collega Wally Salvagnini, sul perché abbia sferrato la coltellata, il giovane testimone ha risposto con un «non lo so». E ha poi spiegato: «È stato tutto molto veloce, non volevo farlo. È andata come è andata. Avevo bevuto un po’». L’avvocato l’ha incalzato, chiedendo se sia stata colpa dell’alcol. «Più o meno», è stata la risposta.
La serata in compagnia era iniziata il sabato sera per festeggiare i diciott’anni di Yassine, compiuti soltanto qualche giorno prima. Sembra che l’alcol sia stato un ingrediente comune tanto tra gli aggressori quanto tra gli aggrediti.