Segregato e malnutrito l'85enne trovato morto in casa, arrestati moglie e figlio

L’anziano, affetto da gravi patologie invalidanti, sarebbe stato rinchiuso in un piccolo locale-bagno, privo di riscaldamento, luce e in condizioni igieniche degradanti

Redazione Online
|7 ore fa
La conferenza stampa di annuncio degli arresti
La conferenza stampa di annuncio degli arresti
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Operazione dei  i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Piacenza, nelle prime ore della mattinata di lunedì 30 marzo a Castel San Giovanni, dove hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Piacenza su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di 2 indagati: la moglie e il figlio di un anziano di 85 anni trovato senza vita nella propria abitazione il 25 ottobre 2025. Le indagini hanno delineato un quadro di gravi e prolungate sofferenze inferte all’anziano. Gli indagati sono gravemente indiziati di concorso in maltrattamenti e sequestro di persona (capi d’imputazione che riguardano entrambi i familiari) e omicidio volontario aggravato (accusa contestata esclusivamente al figlio della vittima). 
Il caso era iniziato lo scorso ottobre, come un decesso per cause naturali. All’epoca i familiari avevano riferito ai soccorritori del 118 di aver trovato l’anziano senza vita nel suo letto. Tuttavia i militari intervenuti hanno colto discrepanze nelle deposizioni e segni sospetti sul corpo del defunto. Il sopralluogo tecnico ha rivelato una realtà diversa: la vittima non era morta in camera da letto, ma era stata spostata e ricomposta dopo il decesso per simulare una fine serena.
Le indagini, supportate da intercettazioni ambientali e da approfondimenti scientifici del R.I.S. di Parma, hanno ricostruito una situazione drammaticamente diversa. L’anziano, affetto da gravi patologie invalidanti, sarebbe stato segregato nel seminterrato: rinchiuso in un piccolo locale-bagno, privo di riscaldamento, luce e in condizioni igieniche degradanti. Lo stesso sarebbe stato privato di cure: costretto a dormire su un divano troppo piccolo, alimentato con cibo insufficiente e lasciato senza assistenza medica nonostante profonde piaghe da decubito. L’85enne sarebbe anche stato vittima di violenze: il ritrovamento di schizzi di sangue sulle pareti del bagno ha portato a ricostruire recenti aggressioni fisiche.
L’esame autoptico è stato decisivo per confermare i gravi indizi nei confronti dei sospettati. Oltre all’evidente stato di malnutrizione, è stata individuata una ferita da punta e taglio al padiglione auricolare destro. L'importante emorragia derivata da questa ferita, unita allo stato di estrema debilitazione, sarebbe risultata fatale per l’85enne.
L'anziano era completamente trascurato - lasciato nella sporcizia e sottoposto a restrizioni e umiliazioni, come ad esempio la posa di reti per impedirgli di affacciarsi alla finestra o di usare bagno o doccia.
«Atti atroci» anche secondo il pm e il gip. L'omicidio sarebbe avvenuto per «ecchimosi e infiltrazioni emorragiche causate da lesione emorragica all'orecchio e al padiglione auricolare destro con oggetto tagliente».
Nel palmo della mano sinistra sono state trovate lesioni presumibilmente di difesa. L'oggetto utilizzato per l'omicidio non è stato ancora trovato. L'anziano è stato picchiato e colpito con un oggetto contundente, oltre a un il tentativo di soffocamento.
I due imputati avevano dichiarato che la morte era avvenuta per cause naturali, come una caduta accidentale, e il figlio aveva contattato subito il servizio di pompe funebri anziché  il medico. Era stata l'addetta del servizio di pompe funebri ad avvisare il medico, il quale si era reso conto che la situazione non combaciava con il racconto e aveva chiesto il consulto del medico dell'Istituto di medicina legale di Pavia. La consulenza, molto approfondita, ha permesso di confermare i maltrattamenti e l'ipotesi di omicidio.
Le indagini si sono avvalse anche di intercettazioni telefoniche, che hanno permesso di escludere la madre dall'omicidio. I due imputati non hanno confessato. Durante una trasmissione televisiva alla quale avevano partecipato la moglie aveva detto più volte di essere stata maltrattata. 
Per i fatti contestati, il figlio 50enne è stato portato in carcere con l'accusa di omicidio volontario aggravato (perché contro un ascendente, con aggravante della crudeltà verso le persone con maltrattamenti in famiglia con un soggetto con minorata difesa per età e patologie pregresse), sequestro di persona e maltrattamenti.
La moglie 81enne della vittima è stata invece posta agli arresti domiciliari per concorso in sequestro di persona e maltrattamenti.