Gossolengo, gli amici in corteo per Leo: "Per sempre"

I ventenni del paese si sono trovati ieri sera in silenzio, per ricordare il giovane morto domenica sera a Pianello. Positivo all'alcoltest il conducente della Mini

Elisa Malacalza
|4 ore fa
Lo striscione lasciato sotto al municipio di Gossolengo
Lo striscione lasciato sotto al municipio di Gossolengo
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Un corteo silenzioso di ventenni a Gossolengo, ieri sera, con i fiori in mano per Leonardo Bianchi, 23 anni, morto in via Carella a Pianello, domenica, a pochi metri dalla festa del paese. Il corpo di Bianchi non si può ancora piangere: la salma resta a disposizione dell’autorità giudiziaria. E allora gli amici, quelli dell’"immensa compagnia", hanno deciso di lasciare uno striscione sotto al municipio del paese dove Leo viveva con la mamma, il papà, la sorella: c'è scritto "Leo per sempre". Uno ad uno hanno poi lasciato i mazzi di fiori sul telo bianco come un sudario.
Lunedì sera gli amici si erano già trovati per stare insieme, a Codogno, in una cascina, e ricordare l'amico. «Vogliamo solo sentirci uniti, perché forse nessuno può capire oltre a noi. Ci consoliamo a vicenda, lontani da tutto, per un attimo». Qualcuno su Instagram scrive di getto: «Leo, Gosso ti ama». «Ci siamo visti un paio di sere fa, al solito bar in piazza. Tutto tranquillo, quattro chiacchiere per raccontarsi la giornata e poi un abbraccio e un saluto. Pensavamo di rivederci presto. Lui? Ci ha fatti ridere tutti, come sempre».
A chi parla vien da sorridere al pensiero delle battute di Leo, anche se il viso resta tirato. Poi, un fiume in piena: «Leonardo è quello che ti tira su il morale, quello degli aneddoti che ogni volta diventano memorabili. Ce ne sarebbero così tanti... Per questo non possiamo credere che la sua vita sia finita così, contro un albero a Pianello, per una frazione di secondo. Non ci può credere nessuno qui. Abbiamo scritto a sua sorella per provare a darle forza, ma... Come si fa a credere a una tragedia del genere? Fa troppo male».
Gli amici di Leonardo non hanno dubbi: «Un ragazzo di buon cuore, sempre gentile, molto socievole e solare. Non ha mai fatto del male a nessuno, mai, non ne sarebbe stato capace. Gli piaceva stare con gli amici, divertirsi. Non gli importava del locale in cui si andava, per lui contavano le persone, la compagnia».
Respirano, e provano a fare un appello: «Purtroppo Leonardo non è la prima vittima della strada né - temiamo - l’ultima. Lui non c’è più, e non guidava la Mini quella sera. Era accanto al conducente, sul sedile anteriore. Vorremmo chiedere a chiunque si metta alla guida di pensare prima di tutto agli altri, ai passeggeri, proprio perché spezzare una vita è questione di un attimo. Leo non doveva morire così». 
Aggiungono: «Molti vanno in giro in macchina, spingono sull’acceleratore. E spesso una birra l’hanno bevuta, per non dire di più. Non parliamo ora della tragedia di domenica, i cui contorni sono al vaglio delle forze dell’ordine; vogliamo solo chiedere a tutti di stare attenti, per favore, e di fidarvi solo degli amici veri alla guida, quelli che vi vogliono bene e vi portano a casa». Poi il discorso torna su Leo: «La sua morte è ingiusta e inaspettata».
Nel frattempo, il conducente della Mini - anche lui ventenne, residente in Valtidone - come abbiamo riferito nell'edizione di oggi, mercoledì, su Libertà, è risultato positivo ai test per alcol e sostanze stupefacenti. Si trova ora in ospedale a Piacenza: ha riportato fratture ma non è in pericolo di vita. È invece ricoverato a Parma, stabile ma ancora gravissimo, l’amico di 25 anni che domenica sera era sul sedile posteriore della vettura. Quella diventata una gabbia di lamiere accartocciate. 
I giovani di Gossolengo in corteo
I giovani di Gossolengo in corteo