Dalle polveri alle trivelle, non c'è pace per i sarmatesi

«Dal cantiere rumori oltre i limiti»

Cristian Brusamonti
|9 ore fa
Le trivelle a percussione
Le trivelle a percussione
1 MIN DI LETTURA
Dalle polveri ai rumori continui: non c’è pace per i sarmatesi alle prese con il cantiere per la costruzione dell’impianto di biometano Apis Pc1 nella zona dell’ex zuccherificio Eridania. Adesso a preoccupare sono due trivelle impegnate nelle perforazioni, il cui impatto acustico, secondo le rilevazioni dai cittadini con uno strumento non professionale, supererebbe i limiti di legge, con livelli sonori oltre le soglie previste nelle zone residenziali.
Se, per stessa ammissione del comitato “RinnoviAmo Sarmato”, la questione delle polveri di qualche settimana fa sembra essersi ridotta attenuata grazie alle piogge e alle bagnature di cantiere imposte alla ditta, adesso il problema è il rumore continuo prodotto dalle perforazioni a percussione in corso: un vero e proprio martellamento metallico che comincia già di primo mattino. Un “tam tam” inesorabile proveniente dalle trivelle posizionate nel cantiere, ormai da parecchi giorni perfettamente udibile anche dal centro del paese, a un chilometro di distanza, fin dalle 7.
«A nulla finora sono valse le proteste dei cittadini e l’esposto presentato da noi a Comune, Arpae e Ausl» spiega il presidente Bruno Fellegara. «Ci troviamo di fronte a un rimbalzo di competenze che vede Arpae impossibilitata a effettuare i necessari controlli se non richiesti dal sindaco e dall’altra parte l’amministrazione che evidentemente deve soffrire di problemi di udito. Se quelle che stiamo vivendo in questo primo mese di lavori possono essere considerate “normali” condizioni operative, non osiamo immaginare cosa possa accadere in seguito e, ancora peggio, con l’impianto in esercizio».