“Egitto svelato”: «Non pago, il Comune ha fatto sparire la teca»
Dopo l’azione giudiziaria intentata da Palazzo Mercanti, il presidente della mostra replica: «Ecco come sono andate le cose»

Marcello Pollastri
|8 ore fa

La teca in cristallo lunga 16 metri oggetto del contendere tra Comune e Istituto europeo del restauro
Caso “Egitto Svelato”, arriva la replica dell’Istituto europeo del restauro dopo l’articolo pubblicato da Libertà venerdì scorso che informava della causa intentata dal Comune “per inadempimento dell’obbligazione di rimborso”, per un valore di 12.700 euro. L’inquadramento generale è la mostra a Palazzo Gotico che per tre mesi, dal 10 dicembre 2022 al 26 febbraio 2023, ha visto l’esposizione nel salone monumentale di reperti della civiltà egizia tutti rigorosamente autentici.
Ciò che viene contestato all’Istituto è di non avere corrisposto al Comune la quota di un euro a biglietto (di 10 euro il costo pieno e 7 quello ridotto), concordata in cambio della messa a disposizione gratuita del Gotico e delle spese di riscaldamento e di luce (valore sui 50mila euro) che si è accollato Palazzo Mercanti.
Il presidente Auricchio interviene con una lunga lettera per contestare quella che definisce «una ricostruzione parziale, e quindi non corretta, dei fatti», chiarendo che «se il conto non torna» non sarebbe dovuto a un rifiuto di versare quanto richiesto dal Comune, ma a «una vicenda ben più complessa». Al centro della versione fornita c’è il presunto danneggiamento - o, secondo quanto sostenuto, la sparizione - del cosiddetto “Laboratorio Europa”, struttura espositiva in cristallo lunga circa 16 metri, utilizzata durante la mostra per il restauro in diretta dei sarcofagi. «Un’opera di grande valore, non inferiore a 120mila euro, premiata anche a livello internazionale», si legge.

