Guerra del vassoio in ospedale a Castello: «Ci portiamo il pasto da casa»

I sanitari lamentano cibi freddi e razioni «che potrebbero bastare per un bambino»

Mariangela Milani
|18 ore fa
La razione di un pasto servito al personale dell'ospedale di Castel San Giovanni
La razione di un pasto servito al personale dell'ospedale di Castel San Giovanni
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All’ospedale di Castel San Giovanni continua la guerra del vassoio. Da un lato ci sono alcuni operatori sanitari che, soprattutto nella giornata di sabato quando il servizio mensa è sospeso e viene sostituito da un servizio di pasto freddo da asporto, lamentano porzioni da fame. Dall’altro c‘è l’Azienda sanitaria che a più riprese ha garantito come il servizio offerto a Castel San Giovanni sia  sovrapponibile a quello offerto al Polichirurgico di Piacenza.
«Da mesi dobbiamo continuare ad arrangiarci con questo servizio che garantisce piatti che forse potrebbero bastare per un bambino» dicono invece alcuni operatori sanitari del presidio valtidonese. In una foto scattata dagli stessi operatori si vede, nel vassoio del sabato, un piatto con due fette di tacchino e salsa di peperoni, un panino vuoto, un frutto e uno yogurt. «E questo – aggiungono – al termine di sei ore di lavoro tra le corsie di un ospedale. Ma cosa ci vuole a cucinare un piatto di pasta? È così impossibile?». «Alla fine tanti di noi hanno preso a portarsi il pasto da casa, rinunciando a prenotare».