«I diritti conquistati dalle donne sono frutto dell’impegno delle nostre nonne e mamme»

Festival del Pensare Contemporaneo: Serena Dandini (autrice del libro “Paura non abbiamo”) ha raccontato le Madri costituenti, artiste e intellettuali «architravi del Paese»

Patrizia Soffientini
Patrizia Soffientini
|54 minuti fa
serena dandini
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Se l’articolo 11 della Costituzione dice che l’Italia “ripudia” la guerra e non “vi rinuncia” lo si deve alle ventuno Madri costituenti che si compattarono (su 556 deputati). E se l’articolo 3 sancisce l’uguaglianza senza distinzioni anche di “sesso”, parola che prima non c’era nel testo, lo si deve a Lina Merlin e permetterà di scardinare l’esclusione delle donne da tante carriere, per esempio in magistratura, prefettura. Il fascismo aveva già frenato le donne negli studi raddoppiando per loro le tasse universitarie. Facevano paura. Ma in Parlamento portarono “la vita vera”.
È un’immersione nella qualità del contributo femminile al Paese quella che scaturisce dal dialogo fra Serena Dandini, autrice di “Paura non abbiamo” (Einaudi, 2026), tratto dal canto delle mondine e la filosofa Maura Gancitano sul palco di Piazza Cavalli (piena, entusiasta e partecipe). Si raccontano le Madri costituenti ma anche artiste e intellettuali che le hanno precedute, è una “affettuosa genealogia”. Donne che sono state “l’architrave del Paese” durante la guerra. Attraverso di loro si capisce da dove veniamo “e dove non vogliamo più tornare”.
La narrazione di Dandini è come sempre intrisa di ironia e di autoironia («così ti porti avanti prima che ci pensino gli altri»). Ma c’è una consapevolezza serissima dietro: «Mai dare per scontato nulla sui diritti, che non piovono dal cielo ma sono frutto dell’impegno di nonne e mamme prima di noi». E se ce l’hanno fatta loro «possiamo farcela anche noi». Ai giovani l’invito a non avere paura fra guerre e cambiamento climatico che ci divora, a prendere per mano la propria vita. Le donne di cui parla Dandini nel libro «non sono state ornamentali, hanno contribuito in maniera incredibile ed è uno dei motivi per cui avevo così voglia di scrivere questo libro su quanto hanno dato - sottolinea - alla stesura di questa Costituzione, che è la più bella del mondo e però ahimè non è applicata». E ancora: «In tanti suoi articoli già sarebbe un sogno riuscire a rileggercela, ripassarla più che cambiarla, e applicarla».
Esserci, senza entrare nel meccanismo di «orpelli e orpellini in cui si viene ingabbiate». Temi, quelli degli stereotipi, sui quali ha scritto la stessa Gancitano. Ma tornando ai diritti, quali quelli più a rischio? «La storia fa dei testa coda ed è abbastanza impressionante per cui, mai come in questo momento anche in Paesi che noi abbiamo sempre considerato veramente il fiore della democrazia come l’America, ci sta dando degli esempi scioccanti rispetto ai diritti sull’interruzione di gravidanza, sulla diversità di genere, non possiamo quasi crederci. Siamo stati abituati a protestare per la mancanza di diritti - conclude - in Paesi come l’Iran e l’Afghanistan, ora è molto importante che l’Europa rimanga la cassaforte dei diritti e anche qui ci sono invece dei begli assalti in qualche modo, mai come in questo momento bisogna stare all’allerta». E ispirarsi a donne che hanno osato e resistito e che dovrebbero pur ispirare la passione sociale delle nuove generazioni.