Il fascino dei vecchi rally torna nelle Valli Piacentine: 51 equipaggi e un eroe da ricordare

Da Castel San Giovanni alla Val Trebbia, 160 chilometri e 45 prove di abilità tra auto leggendarie. Omaggio ad Angelo Garzoglio, che salvò un pilota da una Lancia Stratos in fiamme.

Redazione Online
|6 ore fa
Alcune auto partecipanti nel punto di ritrovo a Castel San Giovanni in piazza XX Settembre
Alcune auto partecipanti nel punto di ritrovo a Castel San Giovanni in piazza XX Settembre
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Cinquantuno equipaggi, 160 chilometri di percorso e 45 prove di abilità lungo le strade che hanno fatto la storia dei rally. La 10 Ore delle Valli Piacentine 2026 ha riportato in Val Tidone e Val Trebbia il fascino delle auto storiche, trasformando la manifestazione organizzata dal Club Piacentino Automotoveicoli d'Epoca (CPAE) in una giornata di sport, memoria e passione motoristica.
Partenza e arrivo nella piazza centrale di Castelsangiovanni, tornata a ospitare vetture che hanno segnato la storia dei rally degli anni Settanta e delle epoche successive. Un ritorno accolto con favore dall'amministrazione comunale e dai partecipanti.

Il ricordo dell'eroe della Lancia Stratos in fiamme

Uno dei momenti più significativi è stato l'omaggio ad Angelo Garzoglio, navigatore originario di Noli, in provincia di Savona, protagonista di un drammatico episodio durante il rally Valli Piacentine.
Quando la Lancia Stratos sulla quale correva uscì di strada durante la prova speciale «Mercatello» e prese fuoco, Garzoglio riuscì a liberare dall'abitacolo in fiamme il pilota Mario Pregliasco, salvandogli la vita.
Gli equipaggi hanno sostato presso la stele commemorativa collocata sulla curva teatro dell'incidente, realizzata nel 2014 dagli studenti del liceo Cassinari di Piacenza.

Dalle Lancia alle Porsche, i protagonisti della 10 Ore

La manifestazione ha proposto quattro classifiche, oltre a un riconoscimento speciale dedicato alla memoria di Marino Labirinti, appassionato di automobilismo e pilota della Piacenza Corse, che aveva gareggiato anche con A112 Abarth e Fiat 127.
Il premio voluto dalla famiglia ha visto un podio interamente occupato da Lancia: vittoria di Marco e Leonardo Comi, della scuderia Castellotti, su Delta Integrale, davanti a Giuseppe Fiorentini e Angelo Rebecchi del CAVEC, su Fulvia Coupé HF. Terzi Claudio Celadin e Daniele Bono del CPAE, su Fulvia Coupé Montecarlo.

Celadin e Bono protagonisti, tutti i vincitori

Proprio Claudio Celadin e Daniele Bono sono stati tra i grandi protagonisti della giornata, conquistando il primo posto nella categoria Rally Classic, davanti a Maurizio e Marco Torlasco su Opel Kadett e a Ubaldo Bordi e Daniela Apetrei su Fiat 124 Abarth.
Nella categoria Classic successo per Massimo Bisi e Claudio Cattivelli su Porsche 356 Super 90, seguiti da Andrea Paradisi e Antonio Filippini su Autobianchi Y10 GT e da Marco Formento e Giampietro Dimaio su Fiat 127 L.
Celadin e Bono hanno ottenuto anche il primo posto nella classifica riservata ai soci CPAE, precedendo Giovanni Pighi e Luigi Callegari su Morris Mini Cooper S e Fiorenzo Malvicini e Antonio Coppolino su Mini Cooper.
Infine, nella graduatoria per gli equipaggi che utilizzavano cronometri manuali, vittoria di Claudio e Andrea Panini su Opel Kadett GTE, davanti a Luca Grassini e Gabriele Jadwiga su Opel GT 1900 ed Emanuele Furia e Massimo Pinardi su Lancia Fulvia Coupé.