Il sindaco Castelli al gip: "Ho fatto tutto nell'interesse della mia piccola comunità"
Redazione Online
|4 anni fa

Il sindaco di Cerignale, Massimo Castelli, finito in carcere e sottoposto a interrogatorio di garanzia nella mattinata di martedì 15 febbraio in merito alla maxi inchiesta che ha portato all’arresto di 11 persone a ad indagarne 35, si è avvalso della facoltà di non rispondere e ha rilasciato spontanee dichiarazioni.
“Questo è dovuto al fatto che l’inchiesta è particolarmente strutturata e complessa – ha spiegato il suo difensore, l’avvocato Stefano Marchesi – e c’è bisogno da parte sua di fare mente locale e andare a ripercorrere con la memoria tutti gli eventi. Castelli è assolutamente convinto di aver fatto tutto nell’interesse della piccola comunità del paese – ha proseguito l’avvocato -. Questa è la sua posizione personale”. In merito alle misure cautelari l’avvocato ha spiegato che è stata richiesta la detenzione domiciliare.
Dopo Castelli è stato il turno del sindaco di Cortebrugnatella, Mauro Guarnieri, arrivato in tribunale con numerosi documenti sottobraccio. Guarnieri è rimasto in aula per circa un’ora. All’uscita nessuna dichiarazione è stata rilasciata dai suoi avvocati, Luigi Salice e Romina Cattivelli.
Ieri erano stati ascoltati i due imprenditori arrestati, Nunzio Susino e Maurizio Ridella i quali si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
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