Il vescovo Cevolotto agli allievi della Scuola di Polizia: «Usate l'arma solo se necessario, no ai pregiudizi»

Visita speciale in viale Malta e il messaggio ai 233 futuri agenti: «Mettetevi in gioco come persone, la priorità sia sempre la relazione».

Gabriele Faravelli
|4 ore fa
Il vescovo Cevolotto agli allievi della Scuola di Polizia: «Usate l'arma solo se necessario, no ai pregiudizi»
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Sparare solo quando è realmente necessario e non farsi influenzare dai pregiudizi. Due valori-cardine sui quali si deve fondare la professione dell'agente di polizia perfetto, arrivati al cuore degli allievi della Scuola di Polizia di Piacenza direttamente dalle parole del vescovo della Diocesi di Piacenza-Bobbio monsignor Adriano Cevolotto.
Il vescovo ha fatto visita alla scuola di viale Malta per vedere la struttura, ma soprattutto per parlare agli allievi agenti in aula magna, accompagnato dal cappellano provinciale della Polizia di Stato di Piacenza e Parma padre Bernard Jalkh.
«Quando si pensa a un agente di polizia lo si immagina armato ed è giusto che sia così – ha detto Cevolotto – ma allo stesso tempo la priorità deve sempre essere la relazione e mai l'arma. In ogni situazione, l'agente deve mettersi in gioco come persona ed è questo che bisogna sempre fare come esseri umani, maturare e avere la consapevolezza di essere in grado di gestire le varie relazioni, che sono un tutt'uno con il compito che viene loro richiesto e affidato. A questo proposito, quando siamo dentro una qualsiasi relazione, non dobbiamo farci dominare dal pregiudizio nei confronti di chi incontriamo, altrimenti creiamo subito degli ostacoli verso coloro che abbiamo di fronte».
Attualmente sono 233 gli allievi agenti che stanno per ultimare il corso di formazione a Piacenza.