Istituti comprensivi, madri e docenti vanno in piazza: «Noi traditi»
Con slogan e cartelli circa 150 persone riunite sotto Palazzo Mercanti durante la seduta del Consiglio comunale

Simona Segalini
|5 ore fa

A protestare nella piazza circa 150 persone, tra cui anche ragazzini - © Libertà/Marco Grisoli
La piazza ribolle, nonostante la temperatura ai minimi. Sono trascorse le 17 da pochissimi minuti, e in un baleno sotto palazzo Mercanti - dove è in corso la seduta del Consiglio comunale che prenderà in esame anche la mozione di maggioranza sugli Istituti comprensivi - si raduna una piccola folla. Mamme, docenti, ragazzini con cartelloni per niente benigni nei confronti di chi avrebbe deciso passando sulle loro teste per gli Ic. Saranno in tutto 100-150 persone che scandiscono la loro pacifica ma piuttosto rumorosa protesta. Si fanno sentire, e si eleva un piccolo boato quando dalla finestra della sala illuminata al primo piano di Palazzo Mercanti appaiono due sagome a scrutare la piazza.
Il gelo è forte, ma i cuori surriscaldati, eccome, fino a quando dieci tra docenti e mamme non decidono di salire direttamente in aula di consiglio, ed è esattamente quando l’assessore Mario Dadati si accinge a illustrare la mozione della maggioranza sui discussi Ic cittadini. Il passaggio che ha innescato più risentimento ha a che fare con le scuole medie. In piazza ci sono soprattutto loro, docenti e familiari della Frank (di questa è presente tra la gente anche il dirigente, Ludovico Silvestri, unico dei sette presidi cittadini a non aver nascosto la sua contrarietà al progetto così com’è, ma che oggi ha gentilmente respinto al mittente qualsiasi commento), docenti e familiari della Dante, docenti e familiari della Calvino. Tutti egualmente risentiti, arrabbiati.

Si alzano voci al grido di “Scendete!” rivolto agli amministratori riuniti in aula, si agitano i cartelli, dalle scritte non sempre gentili (“Eliminate completamente l’Ic 2!”, oppure, “Disonesti! Ci avete taciuto tutto, che squallore”). Puoi ascoltare la mamma di una ragazzina iscritta alla prima F della Mazzini - plesso Alberoni come una madre che ha figli alla Dante, altrettanto deputati a rientrare nella cerchia dei traslocati. La parole più ricorrente è “continuità” didattica - che verrebbe compromessa dall’ingresso in Ic diversi dalle scuole attuali - in virtù ( o per colpa) del fatto che alcune sezioni di Dante e Frank dovrebbero andare all’ex Pontieri, mentre altre sezioni della Calvino sarebbero destinate all’ex Manifattura. Non aiuta sapere, dicono, che ai Pontieri l’avvio sarà a settembre 2027, in quanto la separazione dal corpo docente presente sarà effettivo già da settembre prossimo.
Le mamme su un punto insistono: noi abbiamo scelto scuole che non si riducono a essere edifici soltanto, ma che sono comunità, relazioni, progetti. E adesso, se il Comune non accoglierà la vibrante richiesta di posticipare la riforma almeno fino a quando le due nuove scuole avranno finalmente visto la luce, tutto questo andrà perso. La piazza lamenta scarsa trasparenza, minima attenzione alle attese delle famiglie, nessuno ascolto. Almeno fino a oggi, fino a quando la marea montante di mamme e docenti si è inerpicata su per lo scalone di Palazzo Mercanti e ha guardato negli occhi gli amministratori.
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