La Caritas di Piacenza potenzia il centro d’ascolto: “Sempre più precarietà da Covid”
Redazione Online
|5 anni fa

Anche nel Piacentino la crisi da Covid rischia di peggiorare. La Caritas, perciò, mostra i muscoli e potenzia il centro d’ascolto di via Giordani con un nuovo operatore pronto a dare risposte concrete ai bisognosi. Lo spiega l’addetto Davide Marchettini: “Dalla metà di settembre le richieste sono cresciute in maniera esponenziale. Ad oggi il nostro servizio gestisce circa venti contatti telefonici e una decina di appuntamenti al giorno. Ci troviamo di fronte a condizioni di assoluta precarietà che, se nel primo lockdown erano in forte bilico, ora rischiano di aggravarsi ancora di più. Le nuove chiusure e le limitazioni alle attività economiche potrebbero provocare una crisi prolungata nel tempo”. A brevissimo gli operatori sul campo, quindi, diventeranno tre: “E puntiamo anche ad aumentare le ore di ascolto e d’incontro con i cittadini in stato di indigenza”.
Marchettini fa il quadro delle attività di assistenza: “Fin dal lockdown della scorsa primavera, abbiamo avviato i contatti telefonici. Prima si trattava dell’unico modo per mantenere viva la relazione con le persone bisognose. Da qualche mese, invece, abbiamo iniziato a organizzare anche gli incontri dal vivo. Il lavoro si è raddoppiato, non solo con gli aiuti alimentari ma anche con problemi dovuti alla sofferenza di restare tra le mura domestiche in abitazioni inadeguate. Inoltre, diamo una mano ad accedere a tutti i servizi territoriali, che il Covid ha reso fruibili solo su appuntamento o col computer, rischiando di chiudere le porte ai soggetti fragili”.
“ORA LA MIA VITA RIPARTE” – Oltre gli ostacoli quotidiani, ci sono anche gli esempi di chi – grazie alla Caritas – sta riuscendo a costruirsi una nuova vita. “Ce la sto mettendo tutta. Non sono più aiutato, ma adesso aiuto gli altri”: è la testimonianza di un cittadino italiano che, dopo un lungo percorso nel centro d’ascolto di via Giordani, ora contribuisce alla “macchina della solidarietà” a favore delle persone bisognose in coda per le borse viveri, proprio come lui fino a qualche mese fa. “Da settembre – racconta – ho iniziato un tirocinio professionale nel punto di distribuzione alimentare. È un’esperienza importante”. In passato, l’uomo si era rivolto agli operatori in un momento di grave difficoltà: “Avevo perso il lavoro e la casa, dormivo su una panchina. Ma la Caritas mi ha garantito un supporto fondamentale, e pian piano sono arrivato a un punto di svolta. Ho conquistato la possibilità di ricostruire la mia vita. Oggi mi occupo di consegnare le borse viveri, smistare le verdure e ordinare il magazzino. Spero di riuscire ad accedere alla casa popolare. Voglio andare avanti”.
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