La Fiera di Primavera. «Orgoglio agricolo piacentino e italiano»
Il ministro Foti: «Valorizziamo la nostra coppa». Folla a Carpaneto tra stand, mostre fotografiche e di pittura, animali da allevamento
Valentina Paderni
|3 ore fa

Immagini generiche della fiera di primavera 2026 L'esposizione dei mezzi del Gtam
«In 348 anni la Fiera è cambiata nella forma ma non nella sostanza. L’agricoltura continua ad essere centrale nella vita del popolo. Per questo il governo Meloni ha investito 15miliardi di euro nel settore. Siamo leader delle esportazioni, i nuovi mercati serviranno all’Italia perché se non c’è domanda, l’offerta rimane inutile. Dobbiamo essere orgogliosi dei nostri prodotti, continuo a credere che la coppa debba essere valorizzata come coppa piacentina e non solo come coppa». A parlare è il ministro Tommaso Foti che conquista il pubblico in ascolto: c’è chi urla più volte «Bravo!».
La cerimonia di inaugurazione della Fiera di primavera ha portato a Carpaneto parlamentari, consiglieri regionali, amministratori comunali, rappresentanti delle associazioni, dei consorzi di categoria, delle forze dell’ordine e dei gruppi combattentistici.
I visitatori non sono mancati, anzi hanno dimostrato di interessarsi all’ampia offerta di programma: dalla mostra fotografica a quella di pittura, dall’esposizione di antiche attrezzature agricole ai trattori d’epoca e moderni, dagli stand gastronomici ai gazebo dei produttori, dalla fattoria con asini, bovini, vitelli e cavalli allo show dei due Jack Russell australiani alla guida di una mini-Morgan (l’epica vettura di Lupin), dalla gara del palo della cuccagna al luna park. Le mancanze non si avvertono quando c’è così tanto da poter vedere.

«Portate in piazza il valore del sacrificio che parte dai campi e arriva in tavola, garantendo la qualità del prodotto italiano - commenta la senatrice Elena Murelli. - E’ un piacere essere qui. Complimenti a tutti. Continuiamo a lavorare per tutelare l’agricoltura italiana a scapito di direttive europee che vogliono limitare l’attività dei nostri agricoltori».

La riuscita dell’evento è frutto di un’organizzazione che coinvolge diversi attori, Comune, Pro loco, giovani agricoltori, commercianti, ambulanti, ma anche tutte le associazioni che con il proprio impegno hanno arricchito il centro storico.
«Celebriamo il primo settore produttivo e culturale del territorio, quello agricolo e zootecnico - dichiara il sindaco Andrea Arfani -. Questa festa nasce per dare centralità a chi ha un ruolo cruciale nell’economica italiana. La terra rimane sempre in basso, lavorarla chiede fatica e impegno».
L’imprenditore Vittorio Bertoli Merelli sottolinea: «Nonostante la situazione globale che ci circonda, l’aumento dei costi e il calo dei prezzi dei nostri prodotti, non perdiamo speranza. Continuiamo a credere in ciò che facciamo, con determinazione, sacrificio e responsabilità. Portiamo con entusiasmo il nostro contributo in questa storica fiera perché desideriamo che adulti e bambini possano conoscere e riscoprire i valori più autentici del nostro territorio, dal lavoro dei campi alla cura e al benessere degli animali».
Conclude Alessandro Corradini, presidente Pro loco: «Dobbiamo essere orgogliosi di ciò che siamo riusciti a fare. Una fiera come questa ha poco da aggiungere, è fedele a se stessa e alla tradizione che vuole celebrare, forte di un grande spirito di collaborazione tra tutti i volontari che non si sono risparmiati ma hanno scelto di mettersi in gioco».
La cerimonia inaugurale è stata resa ancora più solenne dalla presenza del corpo bandistico ‘La coppa’, con le majorettes. Prima del taglio del nastro e del corteo istituzionale, c’è stata la benedizione dal parroco don Roberto Isola.
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