Migliora la qualità dell'aria, ma necessarie forti riduzioni per il 2030
Tra quattro anni, con i nuovi limiti europei in vigore, nella nostra città sarebbe necessario ridurre gli inquinanti del 23%

Nicoletta Marenghi
|4 giorni fa

Lo smog nelle città italiane diminuisce, ma non abbastanza da cambiare davvero rotta. Nel 2025 scendono a 13 i capoluoghi di provincia che hanno superato i limiti giornalieri di PM10 (50 microgrammi per metro cubo per un massimo di 35 giorni all'anno). Si tratta di uno dei dati più positivi degli ultimi anni, ma che non deve far abbassare la guardia. Se si guarda al 2030, anno in cui entreranno in vigore dei nuovi e più stringenti limiti europei sulla qualità dell'aria. l'Italia resta ancora lontana dai parametri richiesti.
A scattare questa fotografia è il nuovo rapporto "Mal'Aria di città 2026" di Legambiente, diffuso oggi, e che fa il punto sullo stato della qualità dell'aria nei capoluoghi di provincia italiani.
La maglia nera quest'anno va a Palermo, con 89 giorni oltre il limite, seguita da Milano con 66 sforamenti, e Napoli con 64. Piacenza nel 2025 si colloca tra i 55 capoluoghi con la concentrazione media annuale di PM10 più alta in Italia con a una media giornaliera di 26 microgrammi per metrocubo; in Emilia Romagna è preceduta da Modena (28) e Parma (27). Se ci proiettassimo al 2030, ovvero fra quattro anni, con i nuovi limiti europei in vigore, nella nostra città sarebbe necessario ridurre gli inquinanti del 23%.
Per le polveri ultrafini 2.5 la concentrazione media giornaliera è stata di 15 e in base ai nuovi parametri andrebbe ridotta del 35%.
In generale le giornate di sforamento nel 2025 a Piacenza sono state 21. Dunque sotto la soglia di 35 giorni all’anno.

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