Papa Leone a Sant'Angelo: «Prendiamoci cura del mondo»
In migliaia hanno abbracciato il Pontefice, accolto dai bambini dei Grest parrocchiali

Nicoletta Marenghi
|3 ore fa

Cinquanta minuti che Sant'Angelo Lodigiano ricorderà per sempre. La visita flash di papa Leone XIV è entrata nella storia locale grazie a santa Francesca Saverio Cabrini che qui nacque 176 anni fa e che scelse di portare il vangelo negli Stati Uniti dove, tra gli immigrati, c'erano migliaia di italiani. Per loro, la carismatica missionaria fondò decine di ospedali, scuole e opere assistenziali.
La temperatura quasi estrema (36 gradi) dell'ultimo giorno di primavera, ha messo a dura prova i fedeli, ma non ha scalfito il loro entusiasmo di fronte a un evento che resterà impresso nella memoria collettiva. Muniti di cappelli, ombrellini parasole e bottiglie d'acqua, in migliaia si sono riversati nelle strade del paese di 13.600 abitanti.
Ad accogliere Papa Leone 2.200 bambini dei Grest parrocchiali.

Prima di giungere a Sant'Angelo Lodigiano, Papa Leone XIV è stato a Pavia, dove ha detto che «non si può credere senza pensare, né è possibile illuminare i quesiti più alti della ragione senza fede. Con questa fiduciosa apertura, infatti, la ragione umana domanda e progetta: non si chiude in logiche di profitto o di dominio, ma scopre nuovi modi per prendersi cura di sé e del mondo».



A Pavia, il Pontefice ha visitato anche il Cnao, centro oncologico, e dopo aver salutato individualmente i bambini e le persone in cura e le loro famiglie, ha rivolto loro alcune parole. Ha sottolineato l'importanza della famiglia: «Fate capire a tutto il mondo - ha detto il Papa - che quando ci sono momenti difficili, se non c'è la presenza, l'amore della famiglia, tutto è più difficile». «Dio non vuole che nessuno soffra» ha aggiunto il Papa, spiegando: «Quello che ci promette Dio è che sarà sempre presente, anche quando siamo troppo deboli, ci manda degli angeli».






