Pietra tombale sul commissariamento: Terrepadane canta vittoria
Il massimo organo della giustizia amministrativa respinge l'appello del ministero e sancisce la legittimità del consiglio eletto nel 2021
Claudia Molinari
|10 mesi fa

La facciata del Palazzo dell'Agricoltura a Piacenza
La dirigenza del consorzio agrario Terrepadane può cantare definitivamente vittoria. Dopo il Tar di Parma, ad affondare il commissariamento del consorzio disposto due anni fa dal ministero delle Imprese e del Made in Italy è ora il Consiglio di Stato (CdS). Con sentenza del 17 aprile il massimo organo della giustizia amministrativa ha respinto l’appello proposto dal ministero del Made in Italy contro il pronunciamento del Tar che aveva annullato il provvedimento di commissariamento di Terrepadane disposto su sollecitazione di alcuni soci. A comunicarlo ieri con una nota lo stesso consorzio che ha specificato come l’annullamento del commissariamento sia stato confermato in seconda istanza, diventando dunque definitivo. Nella nota si specifica anche come la sentenza metta in evidenza ancora una volta l’assoluta legittimità della tornata elettorale che ha portato nel 2021 all’elezione del consiglio che entrò in carica e che fu poi completamente riconfermato dalle elezioni (mai impugnate) del 2023. Il presidente di Terrepadane, Marco Crotti, parla di «grande soddisfazione perché dimostra che le nostre scelte sono sempre state corrette e orientate esclusivamente all’interesse dei soci».
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