Ragazzine costrette a prostituirsi, la "madama" condannata a otto anni
Redazione Online
|5 anni fa

Una triste storia di prostituzione è quella emersa nel corso di un processo che ha visto imputata una donna di 29 anni, condannata a Bologna a 8 anni con rito abbreviato per sfruttamento della prostituzione.
Nella vicenda coinvolte due giovani, di cui una, residente a Piacenza. “Miriam”, nome di fantasia” ha 20 anni quando gli zii con i quali vive in Nigeria si accordano con una loro conoscente per mandarla in Italia. Ed è subito chiaro cosa andrà a fare Miriam nel nostro Paese: dovrà prostituirsi. Lei rifiuta, ma gli zii la picchiano, la minacciano e la costringono a fare un giuramento che la vincolerà a pagare 25mila euro alla donna che organizzerà il viaggio. È l’aprile del 2017 quando la ragazza parte. Arriva in Libia, attraversa il Mediterraneo su un barcone, approda sulle coste italiane e infine viene mandata in un centro d’accoglienza in Sardegna. Con sé ha un numero di cellulare. È quello della figlia dell’amica di famiglia alla quale ha fatto il giuramento. Una volta contattata, la donna organizza la fuga dal centro di accoglienza e la fa portare a Piacenza. Sarà ospite a casa della “madama”, come Miriam la chiama. E in quel moento inizia la sua nuova vita. Una vita fatta di sofferenze e umiliazioni. Viene mandata sulla Caorsana a prostituirsi. Finché un giorno una pattuglia della polizia la porta in questura per essere fotosegnalata e lei racconta la sua storia. È la svolta per lasciare definitivamente la strada.
IL SERVIZIO COMPLETO SU LIBERTÀ IN EDICOLA
Gli articoli più letti della settimana
1.
Ennesima serranda abbassata, Moglio lascia il Corso e si trasferisce
2.
Sui rifiuti Tarasconi bacchetta Iren: «Inaccettabile. Gli svuotamenti di gennaio non finiscano in bolletta»
3.
Avvistato l'ibis sacro a Fiorenzuola «ma non è una bella notizia»
4.
Shock a Castello: chi ha sparato a Capodanno ha dodici anni

