Saracinesche giù in centro storico, per i commercianti affitti troppo alti
In via XX Settembre un negozio di cento metri costa 30mila euro l'anno. Per Confcommercio servono agevolazioni fiscali. Per Confedilizia le chiusure dipendono dalla crisi dei consumi
Thomas Trenchi
|23 ore fa

Uno dei tanti negozi chiusi nel centro di Piacenza- © Libertà/Thomas Trenchi
Saracinesche abbassate, vetrine spente, locali svuotati perfino delle attrezzature. A Piacenza la fotografia del commercio di vicinato, tra centro storico e periferia, è sotto gli occhi di tutti. Nel dibattito sulle cause della crisi torna con forza il tema delle locazioni. Una domanda su tutte: quanto incidono i canoni di affitto sulle mancate aperture? Si paga troppo, insomma? Le posizioni restano distanti. Chi rappresenta le proprietà immobiliari sostiene che i valori siano adeguati, talvolta persino favorevoli. Chi invece tutela gli esercenti ritiene che le richieste siano eccessive. In mezzo ci sono i numeri.
Uno sguardo a un centinaio di annunci su Immobiliare.it permette di tracciare una mappa indicativa dei canoni. In via XX Settembre la richiesta è attorno ai 300 €/mq/anno (30mila euro l'anno per una superficie di 100 metri); Corso Vittorio Emanuele II 250‑280; via Garibaldi 160‑190; via Cavour 150‑170; via San Donnino 150; via Calzolai e limitrofe 130‑150.
Gianluca Brugnoli, presidente del comitato “Vita in Centro”, sottolinea: «Che il costo delle locazioni sia uno dei problemi attuali è innegabile. Anche oltre il 25% nei capoluoghi di provincia. Non è un caso se in via XX Settembre e sul Corso dominano le grandi catene». Giuseppe Rivetti, presidente provinciale della Federazione italiana mediatori agenti d’affari, invita alla cautela: «Non è l’unico nodo. Spesso i negozi sono inadeguati, troppo piccoli. Serve più attenzione sul fronte fiscale e decoro».
Gianluca Barbieri, direttore di Confcommercio Piacenza, propone correttivi: «In cambio di un calmiere del canone, agevolazioni fiscali e tariffarie potrebbero bilanciare la proprietà». Maurizio Mazzoni, direttore di Confedilizia Piacenza, difende invece i proprietari: «Gli affitti non determinano le chiusure. Dove i canoni sono alti, lo sfitto è quasi inesistente. Le chiusure dipendono da crisi dei consumi, e‑commerce, grandi centri commerciali, desertificazione del centro».
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