Sfalci lungo i torrenti: 3 milioni contro il rischio esondazioni

L’Agenzia per la sicurezza territoriale regionale interviene per Arda, Chiavenna, Riglio e Ongina. Tutti i dubbi di Italia Nostra

Valentina Paderni
|3 giorni fa
Il torrente Arda a Villanova FOTO PADERNI
Il torrente Arda a Villanova FOTO PADERNI
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 Con tre milioni di euro, l’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile regionale interviene per contenere il rischio esondazione dei torrenti Arda, Chiavenna, Riglio e Ongina. Il finanziamento statale, parte del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027, sarà destinato ad eseguire operazioni di sfalcio della vegetazione sulle sponde e ampliare lo “spazio a disposizione” dei corsi d’acqua. Si deve ora verificare se il progetto debba essere sottoposto a Valutazione di impatto ambientale. Il termine per presentare osservazioni è scaduto. Solo Luigi Ragazzi, referente dell’associazione Italia Nostra, sezione Valdarda, ha puntualizzato l’impatto significativo dell’intervento a livello paesaggistico e naturalistico. È infatti previsto il taglio a raso, ossia totale, della vegetazione esistente sui tratti con banchina inferiore ai 4 metri, mentre per banchine superiori ai 4 metri si valuterà la possibilità di lasciare le piante di piccole dimensioni, ben radicate.
Gli interventi sono concentrati in determinate zone: per circa 8 chilometri del torrente Riglio da Saliceto a Caorso, per circa 15 chilometri del torrente Ongina da Alseno a Villanova, per circa 20 chilometri del torrente Chiavenna da Roveleto a Caorso e per circa 19 chilometri del torrente Arda da Cortemaggiore a Villanova.
Lo sfalcio è necessario - si legge perché la vegetazione sulle sponde è caotica, invasiva e instabile, con frequenti episodi di erosione per cui è facile ipotizzare un’elevata possibilità di occlusioni dell’alveo e di cedimenti arginali. A ciò si aggiunge la presenza di materiale morto, accumulato, che invade il letto dei torrenti. La stessa relazione tecnica sottolinea che «gli interventi di gestione della vegetazione, possono rivelarsi molto estesi e impattanti» ma, laddove possibile, sono previsti «interventi di mitigazione e compensazione volti almeno al recupero della copertura forestale persa».
L’obiettivo principale però rimane uno: tutelare i territori da potenziali esondazioni, andando «a definire un nuovo assetto morfologico, idraulico ed ecologico dei corsi d’acqua, che sia più resiliente rispetto al manifestarsi di eventi piovosi e conseguenti piene sempre più frequenti ed estremi, difficilmente gestibili solo grazie alla realizzazione di nuove opere idrauliche ».
Oltre al taglio della vegetazione sono previsti interventi strutturali, nelle porzioni in cui non ci sono case a ridosso dei torrenti, quali: arretramenti di tratti di argine con scavi di sbancamento e successiva ricostruzione arginale, creazione di golene interne o comunque di spazi inondabili scavando il piano campagna e risagomatura degli alvei.
Le domande di Ragazzi
Ragazzi domanda: «Si prevede anche il ricorso a tecniche di ingegneria naturalistica? Ci sarà correlazione temporale tra l’eliminazione della vegetazione e la compensazione forestale?». Infine osserva: «L’intervento deve garantire sia la sicurezza idraulica del territorio sia gli aspetti naturali e paesaggistici dei corsi d’acqua. Con il taglio raso al cento per cento della vegetazione viene meno questo equilibrio, dato che sembra si trascuri il positivo ruolo della vegetazione così come il valore dell’ecosistema appare essere marginale».