Tartufi raccolti fuori regola: multa e sequestro in Alta Valtidone
Sanzione da 500 euro a un 57enne piacentino residente nel Pavese
Redazione Online
|22 ore fa

Girava per i boschi di Alta Val Tidone con due chili e mezzo di tarfufi neri nel cestino, più del doppio del quantitativo consentito e per giunta raccolti fuori stagione. A un tartufaio “infedele” i carabinieri forestali di Pianello hanno rifilato una multa di oltre 500 euro.
L’episodio, non un caso eccezionale ma che secondo gli addetti ai lavori denota un malcostume abbastanza diffuso, ha visto protagonista un tartufaio in regola. L’uomo, un 57enne piacentino residente nel Pavese, era cioè in regola con il cosiddetto tesserino che abilita alla ricerca e alla raccolta del prezioso tubero. Nonostante questo il tartufaio aveva evidentemente “scordato” che il periodo di raccolta del tubero che stava raccogliendo in località Castelletto, nei boschi di Alta Val Tidone, partirà solo dal prossimo mese di giugno. Un anticipo considerevole rispetto alla tabella di marcia fissata dal calendario regionale, che fa capire quanto la voglia di andar per boschi, ma ancora di più la passione per il pregiato tubero, sia tanto forte da spingere alcuni a infrangere le regole pur di impossessarsene.
Il quantitativo, peraltro, era davvero considerevole. Due chili e mezzo di tartufi neri contro un massimo consentito di un chilo, tra cui anche alcuni esemplari di “tuber aestivum”, tubero estivo o scorzone, ancora immaturi e primaticci, raccolti in largo anticipo rispetto al calendario. Una violazione quindi non solo delle regole, ma anche e soprattutto dell’ambiente e del suo ecosistema basato su tempi che mal si sposano con la smania di chi vuole arrivare per primo pur di accaparrarsi qualche tubero.
I carabinieri, oltre a sanzionare l’incauto raccoglitore, gli hanno anche sequestrato tutto il raccolto, cosa questa che rende doppiamente inutile lo sfregio ambientale. L’intervento del nucleo della stazione di Pianello dei carabinieri forestali non è stato casuale. Si inserisce infatti nell’ambito di tutte quelle attività che mirano a garantire da un lato il rispetto delle regole e dall’altro la tutela del patrimonio boschivo e delle risorse naturali, contrastando comportamenti irregolari che incidono sull’equilibrio dell’ecosistema e sulla corretta fruizione delle aree, come i boschi di Alta Val Tidone che peraltro sono patria del Nero di Pecorara De.co vocate alla raccolta del tartufo.
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