Truffe a Piacenza, l’allarme della Polizia Locale: «Ora imitano anche la voce dei familiari»
Telefonate, falsi tecnici, messaggi e richieste di denaro: torna la campagna “Difendiamoci insieme”. In campo anche quattro agenti in pensione per informare e sostenere le persone più vulnerabili
Riccardo Foti
|6 ore fa

L'iniziativa antitruffe che si è svolta ieri in centro - © Libertà/Riccardo Foti
Telefonate improvvise, visite a domicilio, falsi impiegati e messaggi da numeri sconosciuti: le truffe assumono forme sempre più sofisticate. Per questo Comune e Polizia Locale di Piacenza rilanciano la campagna “Difendiamoci insieme dalle truffe. La prima difesa è la tua cautela”. Ieri gli agenti hanno distribuito in centro i nuovi opuscoli con consigli e informazioni.
«I truffatori si stanno affinando sempre di più – avverte il comandante Mirko Mussi – e con le nuove tecnologie arrivano a simulare anche la voce di parenti o conoscenti». Nel dubbio, la raccomandazione è non aprire la porta, non consegnare denaro né comunicare dati personali e chiamare il 112. Tra gli inganni più frequenti figurano il falso incidente occorso a un familiare, sedicenti tecnici di luce e gas o appartenenti alle forze dell’ordine, oltre a messaggi WhatsApp ed email che imitano banche e Poste.
«La truffa spesso ferisce due volte, nel portafoglio e nell’anima», sottolinea Mussi, ricordando l’importanza di denunciare. Alla campagna collaborano anche quattro agenti della Polizia Locale in pensione: Giuseppe Addabbo, Patrizia Mori, Marco Cassinelli e Vincenza Del Giudice, riconoscibili dal foulard e dal cappellino con la scritta “Par Séimpar”.

