Turismo sostenibile, con Visit Emilia Piacenza è tra le province della più vasta destinazione certificata

Riconoscimento internazionale per Visit Emilia, che comprende anche Parma e Reggio Emilia: un territorio di 8.324 chilometri quadrati, dal Po all'Appennino. Tra i progetti esaminati anche il RESHub di Piacenza.

Redazione Online
|10 ore fa
Turismo sostenibile, con Visit Emilia Piacenza è tra le province della più vasta destinazione certificata
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Dal Po alle vallate dell'Appennino piacentino, passando per i castelli e i borghi delle colline, fino alle città d'arte di Piacenza, Parma e Reggio Emilia. È un territorio di 8.324 chilometri quadrati, abitato da circa 1,28 milioni di persone, quello che ha ottenuto una certificazione internazionale per il turismo sostenibile. A riceverla è Visit Emilia, la destinazione turistica che riunisce le tre province emiliane e che, secondo quanto comunicato dall'ente, diventa la più estesa del mondo occidentale tra quelle in possesso di questo riconoscimento.
La certificazione è stata rilasciata da Vireo, organismo riconosciuto dal Global Sustainable Tourism Council (GSTC), che definisce criteri internazionali per valutare la sostenibilità delle destinazioni turistiche. Il risultato arriva dopo un anno di lavoro nell'ambito del progetto «Emilia sostenibile», attraverso incontri con istituzioni, imprese, università e associazioni e la raccolta di informazioni sulle caratteristiche ambientali, culturali, economiche e sociali del territorio.

Dal Po all'Appennino, un territorio di 8.324 chilometri quadrati

La particolarità della destinazione certificata è innanzitutto la sua estensione e la varietà dei territori che comprende. Non si tratta di una singola località turistica, ma di un'area vasta e densamente abitata, nella quale convivono città, distretti produttivi, aree agricole, borghi storici, parchi naturali e zone montane.
Per il Piacentino il riconoscimento coinvolge quindi realtà molto differenti: il paesaggio fluviale del Po, le colline della Val Tidone, i castelli e i borghi della provincia, le vallate della Trebbia, del Nure e dell'Arda e i territori appenninici. Un patrimonio che comprende tanto le mete più conosciute quanto i piccoli centri, i sentieri, le tradizioni e le attività economiche legate all'accoglienza.
Secondo Visit Emilia, si tratta della più vasta destinazione certificata del mondo occidentale per estensione territoriale. A livello mondiale esistono realtà più grandi, come The Red Sea, il progetto turistico sviluppato sulla costa occidentale dell'Arabia Saudita, tra Umluj e Al Wajh, che interessa circa 28mila chilometri quadrati e oltre 90 isole.
La differenza sottolineata dall'organismo emiliano riguarda anche le caratteristiche demografiche: mentre la destinazione saudita è un'area turistica in sviluppo, con una popolazione residente relativamente limitata, le tre province emiliane comprendono città e territori già abitati da circa 1,28 milioni di persone, con un sistema articolato di servizi, infrastrutture, imprese e attività produttive.

Che cosa significa la certificazione GSTC

Il riconoscimento non riguarda soltanto la bellezza dei paesaggi o l'attrattività delle località turistiche. I criteri del Global Sustainable Tourism Council prendono in considerazione anche le modalità con cui una destinazione gestisce il turismo e le sue conseguenze sulle comunità locali.
Sono quattro le principali aree di valutazione.
La prima riguarda la governance, cioè il coordinamento fra amministrazioni pubbliche, imprese, operatori turistici e residenti. La seconda è la sostenibilità culturale, con riferimento alla conservazione del patrimonio storico, artistico e delle tradizioni, oltre che alla gestione degli eventi.
La terza area riguarda gli aspetti economici e sociali: l'occupazione generata dal turismo, i rapporti con le attività locali, il coinvolgimento del terzo settore e la mobilità sostenibile.
La quarta comprende infine gli aspetti ambientali, dalla tutela dei parchi e degli ecosistemi alla gestione dell'acqua, dei rifiuti e dell'energia.
La certificazione attesta quindi l'esito di una valutazione condotta sulla destinazione nel suo complesso. Non significa che tutte le strutture ricettive o le singole località delle tre province abbiano ottenuto una propria certificazione, né che siano stati risolti tutti i problemi ambientali connessi al turismo.

Fra i progetti esaminati anche il RESHub di Piacenza

Il percorso che ha portato al riconoscimento è durato un anno e ha coinvolto numerosi soggetti presenti nelle tre province.
Visit Emilia ha organizzato 24 incontri partecipati, di cui nove con rappresentanti delle istituzioni, portatori di interesse e imprese turistiche e quindici con operatori e associazioni. Sono state raccolte informazioni su decine di iniziative già avviate e sulle attività programmate.
Tra gli esempi citati figura anche il RESHub di Piacenza, laboratorio universitario impegnato sui temi della sostenibilità. Nel quadro delle iniziative considerate compaiono inoltre i bilanci di sostenibilità di realtà produttive come Barilla, il progetto KilometroVerdeParma e Reggio 2030.
L'obiettivo dichiarato è quello di mettere in relazione esperienze differenti, individuare pratiche utili e costruire strumenti per misurare nel tempo l'evoluzione del territorio.
Per il Piacentino, la prospettiva riguarda anche il rapporto fra turismo e vita quotidiana delle comunità locali: dalla conservazione dei paesaggi alla tutela dei piccoli centri, dalla gestione dei flussi di visitatori alla possibilità di creare opportunità economiche senza compromettere le caratteristiche dei luoghi.

Parchi, riserve della biosfera e patrimonio naturale

Un ruolo importante nella valutazione è stato attribuito al patrimonio ambientale delle tre province.
Visit Emilia comprende territori attraversati dal Po e una parte significativa dell'Appennino settentrionale, con un sistema di parchi nazionali e regionali e aree di particolare interesse naturalistico.
Nel comunicato vengono richiamate anche le due Riserve della Biosfera del programma MaB UNESCO, quella dell'Appennino Tosco-Emiliano e quella del Po Grande.
La presenza di questi territori protetti rappresenta uno degli elementi della destinazione, insieme alle iniziative per la conservazione del patrimonio naturale e alle attività di educazione e sensibilizzazione ambientale.
Per la provincia di Piacenza, dove il turismo è strettamente legato anche ai paesaggi della montagna e delle valli, la sostenibilità pone questioni concrete: la manutenzione dei sentieri, la tutela dei corsi d'acqua, la mobilità verso le località più frequentate, la conservazione dei centri storici e il rapporto con le comunità residenti.
Sono aspetti sui quali il riconoscimento internazionale costituisce un riferimento per le politiche future, ma che richiederanno interventi e verifiche sul territorio.

Le dichiarazioni della Regione e di Visit Emilia

«Un territorio così ampio e così diverso, dal Po all'Appennino, può parlare con una sola voce quando sceglie la strada della sostenibilità», osserva Roberta Frisoni, assessora al Turismo della Regione Emilia-Romagna.
Secondo Frisoni, la certificazione si inserisce nella strategia regionale per sviluppare un turismo capace di produrre benefici economici e sociali, mantenendo l'attenzione sulla tutela del patrimonio naturale e culturale.
Anche Simone Fornasari, presidente di Visit Emilia, sottolinea il coinvolgimento delle realtà locali nel percorso di certificazione.
«In quest'anno abbiamo bussato a tante porte, abbiamo ascoltato Comuni, imprese, università, associazioni e cittadini», afferma Fornasari, indicando nel monitoraggio dei risultati uno degli impegni per i prossimi anni.
Sul significato del riconoscimento interviene anche Stefano Ravelli, componente del consiglio direttivo del GSTC e presidente del GSTC Italy Working Group, che evidenzia in particolare la dimensione demografica della destinazione certificata e la complessità del coordinamento fra i soggetti coinvolti.

Una certificazione da mantenere: i prossimi obiettivi

Il conseguimento della certificazione non conclude il percorso avviato da Visit Emilia.
Fra gli strumenti predisposti figura una raccolta di dati economici, culturali e ambientali che servirà a definire una situazione di partenza e a verificare i cambiamenti negli anni successivi.
Il progetto ha ricevuto anche un contributo finanziario dalla Camera di Commercio dell'Emilia e comprende la campagna di comunicazione «Emilia Come Te», dedicata alla promozione della destinazione.
A queste attività si affianca la partecipazione a progetti europei, fra cui D3HUB, e l'utilizzo di una piattaforma destinata a raccogliere informazioni sulle valutazioni espresse dai turisti e sulla qualità della loro spesa.
Per mantenere il riconoscimento sarà necessario proseguire nel coordinamento fra i soggetti coinvolti, verificare i risultati delle iniziative e sviluppare ulteriormente la cultura della sostenibilità nell'accoglienza turistica.
Per Piacenza e la sua provincia la certificazione rappresenta dunque un riconoscimento inserito in un progetto territoriale più ampio, che comprende Parma e Reggio Emilia. La sua ricaduta concreta dipenderà anche dalla capacità di tradurre gli obiettivi generali in iniziative effettive per le vallate, i borghi, le città e gli operatori turistici del territorio.
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.visitemilia.com.