«Undici ore in Pronto soccorso e nessuna diagnosi all’uscita»

Lo sfogo di una cittadina per il padre 83enne trasportato in emergenza con valori pressori critici e persistenti

Thomas Trenchi
|4 ore fa
«Undici ore in Pronto soccorso e nessuna diagnosi all’uscita»
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Attese di ore e poche risposte al pronto soccorso di Piacenza. È la denuncia della figlia di un uomo di 83 anni, rimasto per quasi undici ore in reparto prima della visita cardiologica. «Per le prime cinque ore è stato seduto su una sedia e le restanti sei su un lettino. Alle domande sui tempi mi veniva risposto che c’era poco personale e che non si sapeva quando il cardiologo sarebbe arrivato. Com’è possibile che tra le 16 e le 21 nessuno dal reparto abbia potuto visitare un paziente in codice azzurro?».
Un episodio che si inserisce in un quadro più ampio, segnato dalla carenza di operatori sanitari, tema affrontato proprio ieri durante un incontro tra l’Ausl di Piacenza e i rappresentanti sindacali di Cgil e Uil. Sul tavolo, oltre alle criticità del pronto soccorso, anche altre questioni legate all’organizzazione dei servizi.
Rispetto al caso specifico, l’Ausl ribatte: «In pronto soccorso i tempi di attesa non sono legati all’orario di arrivo, ma alla priorità clinica. La priorità - prosegue l'azienda sanitaria locale - viene rivalutata durante la permanenza. In alcuni casi, anche a fronte di condizioni importanti, può essere necessario prolungare l’osservazione per monitorare l’evoluzione e l’efficacia della terapia».