Piacenza dà il benvenuto alle nuove matricole: tutto esaurito al Politecnico

Successo per le giornate di accoglienza degli iscritti: presentati servizi, strutture e opportunità offerte da campus e territorio

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Piacenza dà il benvenuto alle nuove matricole: tutto esaurito al Politecnico
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Il Polo Territoriale di Piacenza del Politecnico di Milano ha dato il benvenuto alle nuove studentesse e ai nuovi studenti dei corsi di laurea in Ingegneria Meccanica, Industrial Engineering e Progettazione dell’Architettura. Tutti i posti disponibili sono stati assegnati, confermando l’interesse per un’offerta formativa che coniuga la qualità del Politecnico con la dimensione partecipata del campus piacentino.
Lunedì 14 settembre le matricole del nuovo corso in Industrial Engineering hanno incontrato il Preside della Scuola di Ingegneria Industriale e dell’Informazione, Lorenzo Dozio, e il Prorettore del Polo di Piacenza, Luigi Colombo. Prendendo spunto dal logo del Politecnico, il Preside ha richiamato il valore di un’identità condivisa: un segno che accompagna una grande comunità internazionale e ne tiene insieme storia, competenze e futuro.
Giovedì 17 settembre il Prorettore e lo staff del Polo hanno incontrato le matricole di Ingegneria Meccanica e Progettazione dell’Architettura; venerdì 18 l’appuntamento è stato dedicato ai nuovi iscritti di Industrial Engineering e Architectural Design. Il personale dei diversi uffici ha presentato in modo diretto e operativo gli spazi, i servizi e le opportunità del campus: accesso alle sedi e alle aule informatizzate, utilizzo della mail istituzionale e dei canali di comunicazione, biblioteca, laboratori didattici, scadenze e procedure di carriera. Non sono mancati riferimenti alle borse di studio messe a disposizione dal territorio e alle occasioni che rendono il Polo di Piacenza un luogo di studio, relazione e crescita personale.
Venerdì 18 settembre è intervenuto anche Francesco Brianzi, Assessore alle Politiche giovanili, Università e Ricerca del Comune di Piacenza, che ha portato il saluto della città ai nuovi iscritti.

Un campus sempre più internazionale che dialoga con la città

Porte aperte per il nuovo anno al Polo di Piacenza del Politecnico di Milano, che ha accolto le nuove matricole. Durante queste giornate il Prorettore ha sottolineato come la didattica in Ingegneria e Architettura intessi scienza e cultura umanistica, offrendo una profonda contaminazione d’idee. Un valore amplificato dal quasi 40% di studenti internazionali: un mosaico di culture diverse che collaborano in un’unica comunità, creando quel terreno di dialogo e pace di cui mai come oggi il mondo avverte il bisogno. Sulla stessa linea l’Assessore all’Università Francesco Brianzi: «Piacenza Città delle Università non significa solo accogliere oltre 5.000 studenti, ma crescere insieme a loro. Vogliamo che chi studia qui si senta parte viva della città». Brianzi ha poi lanciato i servizi messi in campo con il Comune, dalle soluzioni abitative allo sportello Piacenza Talenti per l’orientamento: «L’obiettivo è rendere Piacenza un luogo dinamico dove studiare in un’eccellenza come il Politecnico, ma anche fermarsi a costruire il proprio futuro».

«Qui scambio di idee, disciplina e opportunità»

Tra gli studenti che hanno iniziato da poco il proprio percorso al Polo piacentino del Politecnico di Milano c’è anche Jose Carlo Bocaletti Fajardo, che ha affrontato un viaggio dal Costa Rica per formarsi in queste aule.
Quali sono le principali motivazioni che ti hanno spinto a lasciare il Costa Rica e a scegliere l’Italia per studiare Industrial Engineering a Piacenza?
«Ho lasciato il Costa Rica per ambizione, e nel campo dell’ingegneria l’ambizione deve seguire le opportunità. Inoltre, avevo ormai esaurito le sfide che trovavo impegnative. I miei mentori dell’Università del Costa Rica e dell’Incae - Business School in Costa Rica mi hanno consigliato di guardare oltre i confini del mio Paese e di rivolgere lo sguardo verso l’Europa. Il Politecnico di Milano è una delle migliori scuole di ingegneria al mondo e Piacenza è una città bellissima in cui mi sento a casa. Ho percorso 9.500 km per venire qui e mettermi alla prova; e ne sono grato».
Quali sono le tue aspettative rispetto al corso e come pensi che questa formazione possa contribuire al tuo futuro professionale, in Costa Rica o altrove?
«Credo che il nostro ambiente determini il limite massimo delle nostre prestazioni. Sono venuto qui in cerca di un luogo di scambio di idee, dove la disciplina è all’ordine del giorno e nulla viene dato per scontato. I miei compagni di corso provengono da contesti e culture diverse, il che rappresenta un’esperienza formativa impagabile. Dopo aver vinto un premio per l’imprenditoria dell’Incae, ho avuto un assaggio del mondo del lavoro, che ha cambiato il modo in cui vedevo il mio futuro. Ora so che una laurea non disegna il tuo futuro, ma offre tantissime opportunità. È il modo in cui scegli di sfruttarla che fa la differenza, ed io ho molti progetti».