Greta Gatti a “Lo Specchio”: impresa, territorio e nuova generazione di leadership
«È fondamentale far capire ai giovani che sul nostro territorio esistono opportunità. Vorrei incentivare chi si forma fuori a restare o a tornare a Piacenza»
Matteo Prati
|4 ore fa

È ripartito dopo la pausa natalizia “Lo specchio di Piacenza”, il format ideato e condotto da Nicoletta Bracchi, e lo ha fatto con un’ospite che rappresenta con chiarezza una nuova generazione di imprenditoria locale. Nel salotto televisivo di Telelibertà, ieri sera, si è accomodata Greta Gatti, classe 1993, amministratrice delegata di Steel Spa e TTP Srl, e presidente dei Giovani Industriali di Piacenza, chiamata a raccontare in mezz’ora il proprio percorso personale e professionale. Un racconto che prende avvio dall’azienda di famiglia, attiva nel commercio di acciai speciali. «Le responsabilità non sono arrivate all’improvviso – ha spiegato – le vivo da molti anni, da quando ero giovanissima. Crescere dentro l’azienda significa imparare presto a confrontarsi con le decisioni e con il peso delle scelte». Entrata in Steel nel 2013 come direttrice finanziaria, il suo avvio non è stato privo di difficoltà.
«Non conoscevo a fondo il mondo contabile. Ho seguito un corso base e poi ho deciso di riprendere l’università alla Cattolica, laureandomi in Management Internazionale. Studiare e lavorare è possibile, ma richiede rinunce e una gestione rigorosa del tempo». Un percorso che, sottolinea, le ha permesso di rendere concreti i suoi studi: «Capisci davvero quello che stai imparando quando lo applichi ogni giorno». Nella sua testimonianza emerge anche il ruolo della famiglia, con il padre Marco e lo zio Stefano, figure note anche per l’impegno nel Piacenza Calcio.
«Hanno temperamenti diversi, ma entrambi mi hanno trasmesso la voglia di fare e una grande generosità. Sono persone che hanno sempre restituito qualcosa alla comunità». Sul tema dell’imprenditoria femminile, Gatti mantiene una posizione netta: «Mi fa piacere dare voce alle donne, ma non voglio parlare di genere. Le persone vanno valutate per competenze. È vero, nel settore siderurgico il gap esiste ancora, ma essere donna in un mondo prevalentemente maschile mi dà energia». Da presidente dei Giovani imprenditori, uno dei temi centrali è il rapporto con le nuove generazioni.
«È fondamentale far capire ai giovani che sul nostro territorio esistono opportunità. Vorrei incentivare chi si forma fuori a restare o a tornare a Piacenza». Anche il rapporto con i dipendenti è cambiato: «Oggi la qualità della vita conta molto di più. Le imprese devono saper ascoltare, senza pregiudizi». Il legame con le radici cittadine resta saldo. «Credo moltissimo in questa città: ha una posizione strategica incredibile tra Emilia, Lombardia e i grandi assi logistici. Ci sono margini enormi di crescita». Non a caso, la sua tesi di laurea era dedicata proprio alle imprese piacentine e al passaggio generazionale. Tra i temi affrontati anche l’innovazione e l’intelligenza artificiale. «Non la vedo come una minaccia. Automatizzerà i processi e permetterà alle persone di concentrarsi sull’analisi dei dati, non sull’inserimento».
E lo sguardo al futuro resta chiaro: «Continuare a far crescere le attività di famiglia, migliorarle, e aiutare altri giovani a trovare la propria strada». Una parola per definire la sua generazione? «Ritmo. Il ritmo di chi continua ad andare avanti». A chiusura, una convinzione netta: «In Italia manca spesso una figura di mentore capace di accompagnare davvero i giovani nei primi passi. Credo molto nell’apprendistato e nell’umiltà di imparare: sono elementi fondamentali per costruire un percorso solido».
Greta tra visione, tempo per sé e lo sguardo di Forbes
Nel racconto di Greta Gatti, accanto ai temi dell’impresa e della leadership, emerge con forza anche una riflessione sulla dimensione personale. «Non è sempre semplice ricordarsi di se stessi e imparare a dire qualche no – ha spiegato – ma per me è fondamentale riuscire a staccare davvero, entrare nella sfera privata e ritagliarmi momenti di tranquillità». Un equilibrio non scontato, soprattutto per una giovane imprenditrice: «La qualità della vita oggi è centrale, soprattutto per le nuove generazioni. Nel Nord Europa il welfare e l’attenzione al benessere sono un modello interessante», osserva, sottolineando come anche le imprese debbano tener conto di questo cambiamento culturale. Il 2025 ha segnato per lei anche un momento simbolico importante. La rivista Forbes l’ha contattata in occasione del trentesimo anniversario dell’azienda. «È stato un riconoscimento legato alla storia aziendale e alla mia candidatura nel gruppo Giovani industriali». Alle giovani e ai giovani che si affacciano oggi all’impresa, Greta Gatti affida un messaggio diretto: «Quello che mi ha insegnato mio padre, ovvero essere preparati, con la schiena dritta e la testa alta. Gli inciampi fanno parte del percorso, ma serve crederci. E soprattutto saper ascoltare gli interlocutori». Un approccio che unisce determinazione e consapevolezza, dentro e fuori dall’azienda. Tutte le puntate de "Lo specchio" sono disponibili on demand sul sito di Libertà.
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