Morte Andriotta, interviene Afs Service «La sua assunzione era già decisa»

L’azienda che ha in appalto il magazzino Brt: ricostruzioni fuorvianti, era pronto il contratto a tempo indeterminato dal 1° settembre

Filippo Lezoli
|5 ore fa
Morte Andriotta, interviene Afs Service «La sua assunzione era già decisa»
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«L’assunzione a tempo indeterminato di Pasquale Andriotta era già prevista, il contratto sarebbe stato pronto il primo settembre».
Afs Service, azienda che ha in appalto il magazzino Brt di Caorso, alle cui dipendenza lavorava Andriotta, il corriere 42enne morto lunedì mattina mentre stava facendo una consegnain vicolo del Guazzo, nel centro di Piacenza, interviene con l’obiettivo di fare chiarezza su quanto ascoltato nelle ore succesive alla tragedia. Non prima di avere roiservato un pensiero alla famiglia del driver, che aveva quattro figli.
«In relazione al decesso dell’operatore Pasquale Andriotta, Afs ribadisce anzitutto il profondo dolore per la sua perdita - si legge in una nota dell’azienda - Andriotta era un valido dipendente al quale, proprio lo scorso 24 agosto, l’azienda aveva comunicato l’imminente conferma a tempo indeterminato, dopo aver provveduto ad effettuare la comunicazione Unilav di trasformazione a tempo indeterminato del suo precedente contratto a tempo determinato, con effetti a partire dal 1° settembre. La trasformazione avrebbe previsto un aumento di livello e una mansione superiore. Le formalità, compresa la relativa visita medica, erano state praticamente tutte espletate».
«In queste ore - prosegue la nota - si leggono varie ricostruzioni fuorvianti dell’accaduto, che spesso sfociano in accuse puramente strumentali all’azienda. Afs ritiene fondamentale attenersi esclusivamente agli elementi oggettivi che emergono dall’accertamento concreto dei fatti, anche per rispetto nei confronti del signor Andriotta e dei suoi familiari. L’azienda si riserva, in ogni caso, di intraprendere ogni eventuale iniziativa legale a sua tutela. Per Afs il benessere dei lavoratori è fondamentale, ed è proprio per questo motivo che l’azienda predispone le turnazioni sempre con il massimo scrupolo e secondo quanto prescritto dal Ccnl, oltre a mantenere un costante e costruttivo confronto con le sigle sindacali presenti in appalto».
Frasi queste che sembrano rispondere indirettamente alle affermazioni ascoltate dai sindacati davanti alla prefettura, dove è stato evidenziato «il precariato, lo stress lavorativo, i carichi di lavoro insostenibili come fattori di rischio» per corrieri che lavorano alla Brt.
Nella nota, conclude Afs dicendo che «l’azienda sta provvedendo ad effettuare le dovute verifiche e gli adempimenti del caso, riservandosi, una volta acquisita tutta la documentazione, di fornire le ulteriori ed eventuali informazioni che dovessero emergere e risultare necessarie alla ricostruzione di quanto accaduto. Intanto, l’amministratore unico di Afs ha già garantito personalmente il totale supporto alla famiglia del lavoratore, con un preciso impegno sia economico che morale».