Bar, Iat e Palazzo Gotico: escluso dalla concessione pronto al ricorso
Piacenza Lab esamina le carte con i legali. La sindaca Tarasconi: «Il bando non sarà annullato». Resta acceso lo scontro politico
Elena Caminati
|5 ore fa

L'interno della Ragazzetta, il bar sotto il Comune
Intorno alla concessione integrata del bar La Ragazzetta, Iat e Palazzo Gotico il clima è rovente e pare non sia destinato a raffreddarsi neppure nelle prossime ore. Dopo le «ombre» evocate dal centrodestra che annuncia un esposto a Procura e Anac rispetto, a loro dire, alla mancanza di documenti e requisiti da parte della Monteleone Group che si è aggiudica la gestione, di ora in ora la situazione si arricchisce di nuovi tasselli.
La seconda classificata, Piacenza Lab, sta rivalutando il da farsi alla luce degli ultimi accadimenti. «Ovviamente per noi partecipare al bando ha comportato tantissimo lavoro e una spesa economica non indifferente - conferma il socio di Piacenza Lab Francesco Biacchi -. Abbiamo prodotto contenuti e materiali in grande quantità; di conseguenza se, a quanto pare, emergerà che gli unici ad apportare una documentazione completa siamo stati noi, troverei strano che il Comune non facesse un gesto di responsabilità in quanto garante del bando e di colui che è risultato vincitore, se sarà accertato che non aveva tutta la documentazione per esserlo. Per questo stiamo attentamente valutando le carte con i nostri legali e stiamo valutando di procedere in tutti i modi, ricorso compreso. Detto ciò, non abbiamo mai messo in dubbio la regolarità anche in virtù dell’importanza del gruppo Monteleone che gestisce realtà molto importanti a livello nazionale. Abbiamo appreso tutto quanto avvenuto nelle ultime ore con grande sorpresa - riferisce Biacchi - ora ci troviamo in una fase molto concitata, da qui alle prossime ore decideremo come muoverci».
Eppure la sindaca Tarasconi, in una intervista a Telelibertà conferma che «il bando della Ragazzetta non sarà sicuramente annullato perché siamo convinti del lavoro che è stato svolto dagli uffici e dai professionisti del Comune. La seconda partecipante al bando (Piacenza Lab ndr) avrebbe potuto fare ricorso se avesse ravvisato i motivi giuridici validi per poterlo fare. I termini sono scaduti (ieri) e non è arrivato nulla». E’ proprio qui che, nelle ultime ore, è necessario inserire un altro tassello a questa intricata vicenda: da indiscrezioni sembra che nella Pec, ricevuta in data 6 giugno, manchi un allegato, ovvero il verbale, cosa che renderebbe la comunicazione/notifica non valida, come se non vi fosse una data di scadenza entro la quale presentare ricorso. Il termine per la presentazione del ricorso è di 120 giorni dal ricevimento della Pec. Se stessero così le cose, Piacenza Lab avrebbe tutto il tempo per preparare la corposa documentazione per un eventuale ricorso.
Non è stato possibile invece mettersi in contatto con la Monteleone Group, nonostante i tentativi.
Le reazioni della politica
«Noi siamo politici: attaccate noi. Contestate le nostre scelte, proponete un’altra idea di città e provate a convincere i piacentini che sia migliore della nostra - è la replica del capogruppo Pd Boris Infantino, Luca Dallanegra (Lista civica per Piacenza) e Caterina Pagani (Piacenza Oltre) - Ma i dipendenti del Comune non sono avversari politici. Metterne continuamente in discussione professionalità, correttezza e competenza significa colpire l’istituzione, non la maggioranza. Da troppo tempo assistiamo a una minoranza che sembra avere un’unica preoccupazione: demolire. Noi continueremo a fare il contrario: lavorare, affrontare i problemi, cercare soluzioni, assumerci la responsabilità delle scelte e anche degli errori, quando ci sono. Piacenza non ha bisogno di un teatrino in cui maggioranza e opposizione tifino l’una contro l’altra. Ha bisogno che, pur da posizioni diverse, si tifi tutti dalla stessa parte, quella di Piacenza» è la riposta dei consiglieri al centrodestra che oggi tornano a colpire: «La sindaca risponda nel merito senza fare vittimismo - attaccano - di fronte alla nostra contestazione ci saremmo aspettati una risposta seria e puntuale. Invece continuano a replicare con attacchi politici, accuse e slogan, senza spiegare perché le nostre contestazioni sarebbero infondate. Ci dicano, carte alla mano e sulla base delle norme che regolano la procedura, perché i due requisiti previsti a pena di esclusione sarebbero invece da ritenersi rispettati. Stiamo parlando di una gara da oltre 18 milioni di euro, con una concessione della durata di 18 anni, riteniamo che ogni cautela sia doverosa, non per “demolire” qualcosa, ma per evitare che il Comune di Piacenza venga esposto a ulteriori danni e responsabilità».
Sull’argomento interviene anche Futuro Nazionale Piacenza Comitato 171: «Il rischio da scongiurare è che a pagare il prezzo di eventuali errori amministrativi siano ancora una volta Piacenza e i piacentini. Non si può liquidare la questione come semplice questione politica».

