Piacenza, il 78% sceglie la cremazione: il Trebbia luogo simbolo per la dispersione delle ceneri
Il boom negli ultimi anni, mentre nel 2000 solo il 6% aveva scelto l'opzione di farsi cremare. In nove casi su dieci l'urna viene affidata ai familiari. In alternativa si scelgono luoghi del cuore come la vetta del monte Penice, la foce del Trebbia, la Pietra Perduca e il monte Osero

Elisa Malacalza
|12 ore fa

La vetta del monte Penice, uno dei luoghi simbolo scelti per la dispersione delle ceneri
Cambia il modo di affrontare la morte: sempre più persone scelgono la cremazione e, in alcuni casi, la dispersione delle ceneri in natura, rinunciando a tombe e lapidi. Un gesto che per molti è meno angosciante, come racconta Angela, che preferisce «l’azzurro del Trebbia al buio di un loculo».
I numeri confermano la trasformazione: a Piacenza la cremazione è passata dal 6% del 2000 al 78% nel 2024. Tuttavia la dispersione resta minoritaria: su 10 cremazioni, 9 si concludono con l’affido delle ceneri ai familiari. Esistono infatti due modalità, spiega Fabrizio Ghezzi del Comune: quella "tecnica" in natura e quella "atecnica" in cimitero, dove sono state realizzate anche cellette cinerarie, singole o condivise.
Le storie personali mostrano il valore simbolico di queste scelte: Marta ha disperso le ceneri del padre in un bosco, mentre altri scelgono luoghi significativi come la vetta del monte Penice, la foce del Trebbia, la Pietra Perduca o il monte Osero. C’è però anche chi conserva l'urna in casa, come Antonia, incapace di separarsi dal figlio scomparso.
La dispersione non è del tutto libera: servono distanze dai centri abitati e autorizzazioni, oltre alla volontà scritta del defunto. Tra esigenze emotive e vincoli normativi, il rapporto con la morte evolve, cercando nuovi modi per elaborare il distacco.

