Consigliere di Parità, la Provincia: «Contrari alla riorganizzazione»
Con una lettera firmata dalla presidente Monica Patelli, l'Ente ha preso posizione nei confronti del governo Meloni
Thomas Trenchi
|1 giorno fa

Piacenza alza la voce contro la possibile soppressione delle consigliere di parità. La Provincia, con una lettera firmata dalla presidente Monica Patelli, ha preso posizione nei confronti del governo Meloni, esprimendo contrarietà all’ipotesi di un provvedimento che punta a riorganizzare il sistema degli organismi di parità, riducendo il ruolo delle figure territoriali. L’esecutivo ha infatti proposto, attraverso un decreto, l'eliminazione delle consigliere di queste figure con l'idea di accentrare le loro funzioni in un nuovo organismo per la parità a livello nazionale, a partire dal 1° gennaio 2027.
«Questa scelta può indebolire la tutela contro le discriminazioni nel mondo del lavoro, soprattutto per i soggetti più vulnerabili», si legge nella nota inviata dalla Provincia. «Nel tempo, le consigliere di parità hanno rappresentato presidi istituzionali di prossimità, capaci di garantire ascolto, accompagnamento, mediazione e interventi mirati in contesti territoriali profondamente differenti. Il venir meno di questi presidi rischierebbe di rendere puramente formale il principio di conciliazione tra vita e lavoro e di allontanare le cittadine e i cittadini dalle tutele previste dall’ordinamento, in contrasto con i valori costituzionali di uguaglianza sostanziale e accesso effettivo ai diritti».
Sul tema interviene anche l’attuale consigliera provinciale alle pari opportunità Nadia Pompini: «Il documento inviato dalla presidente Patelli dà seguito all’istanza presentata in consiglio provinciale lo scorso 18 marzo, ribadendo con forza la necessità di non smantellare la rete dei presidi locali. La nota indirizzata al governo evidenzia come la dimensione territoriale sia essenziale per garantire prossimità dei servizi e accessibilità delle tutele, in linea con la normativa europea».
Pompini richiama poi una figura importante: «Il percorso che ha portato a questa presa di posizione è stato accompagnato dal ricordo di Daniela Bellini, recentemente scomparsa. Consigliera provinciale negli anni Ottanta, è stata una voce controcorrente, una militante instancabile per i diritti umani, il femminismo e la pace. Legare oggi questa richiesta alla sua memoria significa onorare una storia di coerenza e impegno».
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