Mozione anti-maranza, è scontro tra Pd e centrodestra
Depositato in Consiglio comunale da Soresi, Zanardi, Domeneghetti e Zandonella,, il documento propone lo stop ai sussidi alle famiglie di ragazzi responsabili di vandalismi. I dem denunciano discriminazioni
Redazione Online
|5 ore fa

Togliere i contributi comunali alle famiglie dei minorenni coinvolti in reati o condotte antisociali, qualora i genitori si rifiutino di collaborare con i servizi educativi. È la proposta di Fratelli d’Italia e Lega che accende lo scontro politico a Piacenza. Il Pd denuncia il rischio di discriminazioni e accusa il centrodestra di fare propaganda. I promotori replicano: «La mozione vale per tutte le famiglie, italiane e straniere».
Il documento, firmato da Sara Soresi, Gloria Zanardi, Nicola Domeneghetti e Luca Zandonella, prevede colloqui, percorsi di pubblica utilità per i ragazzi coinvolti in vandalismi e aggressioni e iniziative di sostegno alla genitorialità. L'obiettivo è «responsabilizzare le famiglie dei minorenni coinvolti in reati o condotte antisociali». La mozione, che sarà sottoposta al voto dell'aula di palazzo Mercanti, propone di sospendere i contributi comunali ai genitori che rifiutano senza giustificati motivi di collaborare con i servizi educativi. «Quando le regole non bastano più, occorre colpire nel portafoglio», sostiene Soresi. Per Zandonella l'obiettivo è coinvolgere direttamente i genitori: «Se si rifiutano di collaborare, devono decadere i bonus del Comune nei loro confronti».
Il Pd: «Una proposta propagandistica»
«Una proposta che ha il sapore della propaganda più che quello di una soluzione concreta», attaccano i dem, che sollevano il problema delle possibili discriminazioni. «Perché soltanto le famiglie straniere? Se un giovane italiano incendia un’auto, devasta un negozio o spacca una vetrina, si applica la legge e si accertano le responsabilità individuali. Se a commettere gli stessi fatti è un giovane straniero, invece, Fratelli d’Italia propone di intervenire anche sui contributi pubblici eventualmente percepiti dalla sua famiglia. Quale sarebbe il principio alla base di questa distinzione?».
Per il Partito democratico la sicurezza non può diventare terreno di slogan e contrapposizioni. «È una questione seria, che merita risposte altrettanto serie», sottolineano i dem, richiamando la necessità di comprendere le cause dei fenomeni che stanno allarmando la cittadinanza. La strada indicata è quella delle responsabilità individuali accertate, dell'applicazione delle leggi, di una maggiore presenza sul territorio e di politiche di prevenzione capaci di intervenire sulle situazioni di disagio e marginalità prima che degenerino.
FdI e Lega: «Nessuna distinzione tra famiglie»
La replica del centrodestra è immediata. «Ci stupisce che si possa arrivare a criticare la proposta senza essersi informati», dichiarano FdI e Lega, contestando l'interpretazione dei dem. «Nella nostra mozione non esiste alcuna distinzione di questo tipo. Le misure proposte sono applicabili a qualsiasi famiglia».
Due visioni contrapposte, dunque: per il centrodestra la leva economica può responsabilizzare i genitori, mentre per il Pd occorre puntare sulla prevenzione e sull'accertamento delle responsabilità individuali. La parola passerà ora al consiglio comunale.
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