Pubblici esercizi, dopo Crans Montana la prefettura chiede più controlli

In sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica annunciata la sensibilizzazione dei sindaci

Redazione
|4 ore fa
Pubblici esercizi, dopo Crans Montana la prefettura chiede più controlli
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La prefetta ha impartito delle direttive in tal senso e partirà una campagna di controlli e sensibilizzazione. La sensibilizzazione coinvolgerà anche i sindaci spettando a loro l’azione di controllo nei rispettivi comuni. È verosimile che la Prefettura faccia un’informativa ai primi cittadini in tal senso. Abbiamo apprezzato l’attenzione della prefetta - osserva Fabrizio Samuelli, direttore di Confesercenti -. Dopo la tragedia svizzera all’interno della nostra categoria e da parte delle famiglie si è vissuto un momento di psicosi. Ecco perché vogliamo che esca un messaggio positivo, ovvero che le realtà del territorio sono sicure, autorizzate e controllate». Ci è stato assicurato che i controlli delle autorità aumenteranno. Noi, nello stesso tempo, come associazione di categoria, vogliamo fare la nostra parte, sia con una campagna di informazioni agli associati sia nel renderli partecipi e consapevoli delle responsabilità che hanno, sia nella loro formazione con incontri con i Vigili del Fuoco.
E’ fondamentale che ognuno adempia al proprio compito. I locali di pubblico spettacolo hanno determinati obblighi e caratteristiche, i pubblici esercizi ne hanno altre ancora. Ma qui il discorso vale per tutti. Per un ristorante che organizza un pranzo di nozze, per un circolo privato, per una parrocchia o un’associazione che affitta uno spazio per una festa. La situazione da noi è sotto controllo ma serve che si tengano le antenne dritte. Tutti devono essere coscienti che hanno delle responsabilità nel momento in cui nei loro locali ospitano delle persone. E che hanno una autorizzazione ad hoc. A Crans-Montana la tragedia si è consumata in un pubblico esercizio tenuto come se fosse un locale di pubblico spettacolo». Per Gianluca Barbieri, direttore di Concommercio, «la tragedia di Crans-Montana ha di fatto concentrato l’attenzione sull’applicazione di una normativa che in Italia c’è ed è una delle più severe d’Europa. Si tratta di metterla in pratica». «Abbiamo registrato la volontà di intensificare i controlli soprattutto in quella zona grigia di chi, pur avendo nel proprio locale solo l’autorizzazione di somministrazione sovente, dopo un certo orario, sconfina». Barbieri mette anche in luce un’altra conseguenza, oltre a quella dell’assenza di sicurezza. «Sconfinando il pubblico esercizio in una attività mette in essere anche una concorrenza sleale nei confronti dei locali da ballo».
Durante il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, i carabinieri, con il comandante provinciale, colonnello Pierantonio Breda, hanno sottolineato come sia necessario monitorare tutta la zona dei social network perché è lì che si diffondono le pubblicità dei ritrovi e delle feste nei locali che generalmente non hanno l’autorizzazione per il pubblico spettacolo. I Vigili del Fuoco, dal canto loro, hanno messo in chiaro quali sono i locali soggetti al certificato prevenzione incendi, alle uscite di sicurezza, all’uso di materiale ignifugo. È stato anche osservato come sia necessario un impegno e una responsabilità comune da tutti i componenti delle commissioni comunali di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo. Presenti in sede di Comitato anche Roberto Carbonetti, presidente provinciale della Federazione italiana pubblici esercizi, che su Libertà, nell’immediatezza della tragedia svizzera aveva denunciato come il tasso di abusivismo nei locali sia piuttosto elevato e Cristian Lertora, presidente regionale di Fiepet, Federazione italiana degli esercenti pubblici e turistici.