Cevolotto: «La Chiesa cambia volto, più comunità e meno campanili»
I numeri in calo nel nuovo Annuario diocesano presentato in Curia. Il vescovo: non siamo più forte maggioranza, servono scelte nuove

Federico Frighi
|4 ore fa

Da sinistra, Pietro Scottini, Pietro Boselli, il vescovo Adriano Cevolotto, Barbara Sartori, don Mario Poggi, don Davide Maloberti.
Prosegue l’inesorabile calo del clero della Chiesa cattolica di Piacenza- Bobbio. Sei decessi di sacerdoti nel 2025 e nessuna nuova ordinazione. A parte quella di due diaconi. Così oggi, a fronte di un territorio suddiviso in 420 parrocchie, sono in servizio 188 tra sacerdoti diocesani, sacerdoti “fidei donum” (dono della fede e quindi provenienti da altre diocesi) e religiosi con “cura d’anime”.
Sono i numeri dell’annuario diocesano 2026, dedicato a Gregorio X, unico papa piacentino, illustrati ieri mattina in Vescovado. «Numeri che rappresentano un’occasione per guardarsi allo specchio con realismo» osserva il vescovo Adriano Cevolotto.
«Alcuni segnali di ridimensionamento devono essere letti come l’arrivo di un tempo che, cambiando, chiede e pretende delle scelte » evidenzia. Il cambiamento nel 2026 sarà declinato principalmente nel rinnovo degli organismi di partecipazione ecclesiale, ovvero sostanzialmente i vari consigli pastorali ed economici di comunità. «Non è un fatto formale ma un’esigenza necessaria - è convinto il presule -: se vogliamo camminare insieme è necessaria la partecipazione di tutti. E che gli organi-smi di partecipazione funzionino al meglio affinché le scelte siano condivise e maturate da un discernimento ».
Il vescovo, sia durante il suo intervento, sia nel successivo dialogo con i media, invita ad abbandonare i campanilismi e a ragionare sempre più come comunità, come chiedono le 38 Comunità pastorali in cui è suddivisa la diocesi. Il destino è quello «di mettersi insieme laddove non esistano più le condizioni per mantenere le parrocchie».
La consapevolezza di non essere lontani dallo status di minoranza è ben presente nel vescovo Cevolotto. «Se guardiamo il numero dei battezzati l’ipotesi sembra lontana da venire - dice -. A me preoccupa invece vedere quanta adesione c’è a una vita di fede».
«Già da tempo sappiamo che le persone che partecipano a una vita sacramentale - si spiega meglio - si sono molto ridotte. Ma anche coloro che si ritrovano in una visione cristiana della vita non rappresentano oggi una maggioranza così forte come anni fa. L’invito è di evitare di considerare il cattolico come il battezzato ma piuttosto di cercare di dare sostanza a questa identità di vita cristiana. Penso sia la questione più impegnativa e più seria che dobbiamo affrontare».
Presenti il cancelliere vescovile, don Mario Poggi, la giornalista de “il Nuovo Giornale”, Barbara Sartori, autrice di un articolo sul papa piacentino, il direttore degli Archivi diocesani Pietro Scottini, autore di un viaggio indietro nel tempo sugli avvenimenti di cento anni fa - il Congresso eucaristico regionale, la morte dell’arcivescovo Natale Bruni, i 700 anni della morte di San Francesco e l’avvio della beatificazione di Brigida Morello - e il vice direttore generale della Banca di Piacenza, Pietro Boselli, istituto che dal 2008 sostiene la pubblicazione dell’Annuario. A fare gli onori di casa il direttore de “il Nuovo Giornale” - editore dell’Annuario - don Davide Maloberti.
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