Europa e giovani: «Immaginazione per dare futuro al continente»
Andare oltre l’economia per creare un luogo in cui riconoscersi tutti
Matteo Prati
|10 ore fa

L’Europa ha ancora qualcosa da raccontare ai suoi giovani? La domanda è meno astratta di quanto sembri. Perché dietro l’ansia per un lavoro stabile, una casa accessibile, una sicurezza sociale che non sia una promessa a tempo, c’è anche un’altra inquietudine: quella di vivere in un continente che fatica a immaginare il proprio futuro. Da questa domanda è partito “L’insostenibile leggerezza dell’Europa”, l’incontro che sul palco dei Teatini ha messo al centro aspettative e inquietudini delle nuove generazioni, interrogandosi sul ruolo della cultura nel costruire senso di appartenenza e una nuova idea di Europa. A moderare la tavola rotonda, il curatore del Festival del Pensare Contemporaneo, Alessandro Fusacchia.
Le garanzie economiche sono indispensabili, ma bastano a costruire un senso di appartenenza? E quale ruolo può avere la cultura nel restituire ai giovani europei un’idea di futuro condiviso? Quesiti che richiamano l’Europa di Milan Kundera, quando letteratura, arte e cultura contribuivano a costruire l’idea di un continente unito oltre i confini e i trattati. Oggi quel terreno appare più fragile, segnato da disillusione e frammentazione. Ed è proprio la possibilità di trasformare la cultura in uno spazio di relazione a interrogare Linda Di Pietro, docente e direttrice “Candidatura di Piacenza Capitale Europea della Cultura 2033”.



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