Furti d'identità per compiere truffe: quasi 100 casi nel Piacentino
Redazione Online
|11 anni fa

Furto dei dati personali e finanziari dei cittadini per ottenere denaro in prestito o comprare telefonini, tablet o elettrodomestici, con l’intenzione premeditata di non pagare o non rimborsare il finanziamento: un crimine che passa sotto il nome di “frode creditizia”, particolarmente attuale in periodo di crisi economica e in costante aumento sul territorio regionale, dove negli ultimi dodici mesi è stato registrata una crescita del +7,8%.
A fotografare il fenomeno è lo studio realizzato dall’osservatorio Crif (azienda specializzata nello sviluppo e nella gestione di sistemi di informazioni creditizie), che ha collocato l’Emilia Romagna al settimo posto della classifica nazionale. Piacenza non fa eccezione: i numeri indicano che nel 2013 si sono verificati 99 episodi di sottrazione d’identità finalizzati alla truffa, in linea con la situazione dell’anno precedente.
Per i malviventi, purtroppo, non è un’impresa difficile entrare in possesso di codici fiscali o dati anagrafici, grazie anche all’enorme quantità di dati personali presenti su siti o social network, poi utilizzati per produrre documenti falsi. Tutto questo a discapito del cittadino, ignaro di aver sottoscritto il finanziamento per l’acquisto di un veicolo, per mano di uno sconosciuto.
Secondo l’analisi stillata dalla Crif, la grande maggioranza delle frodi riguarda i prestiti finalizzati, ovvero quelli che si stipulano direttamente nei punti vendita, al momento dell’acquisto: i più colpiti sono i concessionari auto e i distributori di prodotti elettronici.
Ma la truffa può riguardare anche l’utilizzo di carnet di assegni rubati o smarriti dal titolare emessi falsificando la sua firma o l’apertura di un conto corrente a nome di una vittima, ovviamente all’oscuro di tutto, per poi emettere assegni a suo nome. In entrambi i casi qualora l’assegno non possa essere incassato viene protestato, con evidenti ripercussioni sulla vittima del furto di identità.
Per i malviventi, purtroppo, non è un’impresa difficile entrare in possesso di codici fiscali o dati anagrafici, grazie anche all’enorme quantità di dati personali presenti su siti o social network, poi utilizzati per produrre documenti falsi. Tutto questo a discapito del cittadino, ignaro di aver sottoscritto il finanziamento per l’acquisto di un veicolo, per mano di uno sconosciuto.
Secondo l’analisi stillata dalla Crif, la grande maggioranza delle frodi riguarda i prestiti finalizzati, ovvero quelli che si stipulano direttamente nei punti vendita, al momento dell’acquisto: i più colpiti sono i concessionari auto e i distributori di prodotti elettronici.
Ma la truffa può riguardare anche l’utilizzo di carnet di assegni rubati o smarriti dal titolare emessi falsificando la sua firma o l’apertura di un conto corrente a nome di una vittima, ovviamente all’oscuro di tutto, per poi emettere assegni a suo nome. In entrambi i casi qualora l’assegno non possa essere incassato viene protestato, con evidenti ripercussioni sulla vittima del furto di identità.
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