Smartphone vietati a scuola: «Sì, ma con un pizzico di elasticità»
Cellulari in aula, al centro del dibattito ieri sera a “Nel Mirino”
Gabriele Faravelli
|6 giorni fa

Non vanno certamente colpevolizzati e addirittura eliminati dalle nostre vite, semplicemente limitati per consentirci di tornare alle care e vecchie relazioni personali che, specialmente in età adolescenziale, ci fanno crescere e conoscere meglio le persone. Cellulari al centro del dibattito ieri sera a “Nel Mirino”, con la conduttrice Nicoletta Bracchi che ne ha parlato con diversi ospiti in studio. In primis Daniele Novara, pedagogista e direttore del Centro Psicopedagogico per l'educazione e la gestione dei conflitti di Piacenza che da tempo ha avviato una “battaglia” con la petizione nazionale "Stop smartphone e social sotto i 14 e 16 anni: ogni tecnologia ha il suo giusto tempo" che ha lanciato insieme ad altri pedagogisti e che ha già sfondato quota 100mila firme.
«Purtroppo questi dispositivi possono causare una sorta di dipendenza – ha spiegato Novara – e quando ciò avviene non si capisce più quando c'è l'uso e l'abuso, succede tra i giovani come negli over 60. Ma il telefono è estremamente invasivo e diventa un problema serio soprattutto per un cervello adolescenziale che si perde in questo mare magnum di informazioni che gli arrivano dall'esterno, ecco perché abbiamo deciso di avviare questa iniziativa di raccolta firme. I ragazzi sono più isolati rispetto a un tempo, anche i bambini che non sono più per le strade, uno su cinque è solo in casa perché subiscono l'invadenza di questi schermi fin da neonati poi arrivano a 15 anni in stato di confusione. Bisogna essere concreti, quali decisioni prendiamo per la nostra comunità: ok prendere un appuntamento con lo smartphone, poi però quando si è in presenza non si deve stare appiccicati allo schermo: ragazzi, la vita vera è questa, parlate e socializzate quando siete in compagnia».
Insieme a Novara la preside del polo “Volta” di Castel San Giovanni Simona Favari, il vicepreside del polo “Mattei” di Fiorenzuola Gianni Montani, la studentessa del “Mattei” Arianna Ziliani, Daniela Monti e Virginia Usini, rispettivamente Consulta Genitori e Consulta Studenti del liceo “Gioia”, Laura Rapaccioli e Alessia Cecilia Garofalo, rispettivamente Consulta Studenti e Consulta Genitori dell'istituto “Raineri-Marcora”. Analizzato l'effetto della decisione di non usare il cellulare in classe attiva da sei mesi, tutto sommato positiva, anche se necessita di un pizzico di elasticità quando diventa indispensabile. Infine, il punto di vista della psicoterapeuta dell'associazione "La Ricerca" Lucia Catino con il progetto "Connessione oltre gli schermi" che propone una giornata lontana dai cellulari e di riflessione a ben 250 studenti piacentini.

