«Un rifugio da solitudine e incertezza per il futuro: così le droghe dilagano»

Sono sempre più diffuse e “normalizzate”: l’analisi degli esperti di “la Ricerca”

Redazione
|6 ore fa
«Un rifugio da solitudine e incertezza per il futuro: così le droghe dilagano»
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Droga, viviamo il tempo della normalizzazione. Quasi che consumare sostanze, alterarsi con l’alcol, diventare dipendente da una slot machine, sia una cosa del tutto sdoganata. «Anche per questo oggi più che mai non dobbiamo abbassare la guardia».
Enrico Corti, presidente di Fondazione La Ricerca, importante baluardo nella nostra provincia sul fronte della dipendenza di sostanze (e di contrasto alle problematiche dei giovani e delle famiglie in difficoltà), sintetizza il quadro di una situazione socioculturale che chiede risposte concrete da parte di tutti. «Perché il consumo dilaga - spiega -, anche tra gli adulti. Ormai ha raggiunto il mondo del lavoro, fabbriche, uffici, liberi professionisti, sport, sanità. Ci stiamo attrezzando per intervenire anche in queste realtà. La dipendenza, non finiremo mai di ripeterlo, non va vista come un problema individuale perché è un fenomeno complesso che coinvolge la famiglia, la coppia, il gruppo dei pari, il contesto sociale, le istituzioni. Il tossicodipendente è parte di una rete di significati e relazioni».
«Ci sono in circolazione almeno un migliaio di stupefacenti», dice Corti. E dietro «le dipendenze da alcol, psicofarmaci, dai social, dal gioco d’azzardo», ci sono ansie, angosce, solitudine e auto-isolamento: «I bisogni di aiuto - sottolinea Corti - sono aumentati a dismisura, e si manifestano in tanti modi, come constatiamo giornalmente attraverso i nostri punti di ascolto, nelle scuole e tramite i nostri operatori che si prendono cura di giovani, genitori, famiglie in difficoltà».
La Ricerca sintetizza in cinque punti i cambiamenti delle ragioni e delle dinamiche del consumo di sostanze avvenuti negli ultimi cinquant’anni.
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