Pensare Contemporaneo, 23mila presenze: «Piacenza più grande e più europea»
Chiusa la quarta edizione con 130 ospiti e 60 incontri. Reggi: «Da domani al lavoro sulla prossima». Tarasconi il 30 settembre a Bruxelles per la candidatura a Capitale europea della Cultura

Patrizia Soffientini
|3 giorni fa

Gli organizzatori e i volontari del festival

Come è stato attraversare il Festival? Nella serata conclusiva a Palazzo Gotico lo racconta un video con tante voci. Fra queste quella di una ragazza che sente Piacenza oggi «più grande e più europea».
La città ha risposto con piazze e sale piene: quattro giorni, 130 ospiti, 60 incontri e 23mila presenze nelle sedici sedi. Gli appuntamenti sono stati il 25 per cento in meno rispetto alla precedente edizione, scelta voluta per evitare, spiega il curatore Alessandro Fusacchia, «il rischio di bulimia» e permettere di attraversare il Festival «con il passo giusto». Cento i volontari, venti i ragazzi della Podcast Academy.
La Fondazione di Piacenza e Vigevano è stata il motore della manifestazione. Il costo complessivo è stato di un milione e 50mila euro: il 30 per cento coperto dal ministero, un altro 30 dalla Fondazione, il 3 dal Comune e il 7 dalla Regione, il resto dagli sponsor. «Da domani lavoreremo alla prossima edizione», assicura il presidente Roberto Reggi, rilanciando anche la candidatura di Piacenza a capitale europea della cultura.
La sindaca Katia Tarasconi, che il 30 settembre sarà a Bruxelles per sostenerla, parla di «un risultato incredibile» e di un Festival capace di essere «un antidoto contro le cose urlate e sguaiate».
Lunghissimo infine l’applauso a Maura Gancitano e Andrea Colamedici, responsabili della direzione filosofica. «Siamo campioni di sollevamento di domande qui a Piacenza», dice Colamedici. Gancitano richiama invece il bisogno di trasformazione e speranza: «Se tanti corpi ed esperienze si mettono insieme, non è detta l’ultima parola».
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