Piacenza

Nel laboratorio un reperto antico. Denunciato restauratore piacentino

18 ottobre 2012

E’ un reperto archeologico, dal valore inestimabile quello  recuperato dai carabinieri di Piacenza. Il volto potrebbe essere quello di Giulia Agrippina Augusta, madre dell’imperatore Nerone. La statua in terracotta risalente a un periodo compreso tra l’anno 100 avanti Cristo e l’anno 50 dopo Cristo”potrebbe essere stata trafugata una trentina di anni fa da un sito archeologico tra Pompei ed Ercolano. Se l’origine non è chiara, quel che è certo è che il manufatto si trovava nella cantina del laboratorio di un mercante d’arte di Piacenza. L’antiquario di 41 anni lo aveva ricevuto da un dentista parmigiano 65enne esperto collezionista che lo aveva custodito per anni. Il piacentino ha cercato di piazzarlo sul mercato ma non è mai riuscito a trovare acquirenti per l’elevato valore economico e l’inestimabile valore storico del pezzo. “Il manufatto, secondo i carabinieri del nucleo tutela patrimonio di Bologna potrebbe valere migliaia di euro. La trattativa dell’antiquario è giunta alle orecchie dei carabinieri del nucleo investigativo che si sono presentati nel laboratorio è giunta alle orecchie dei carabinieri del nucleo investigativo che si sono presentati nel laboratorio e ben custodito all’interno di uno scatolone hanno trovato il reperto. L’antiquario e il dentista sono stati denunciati per ricettazione. Alla conferenza era presente anche la dottoressa Roberta Conversi della Soprintendenza che ha ringraziato i carabinieri di Piacenza per la brillante operazione a beneficio del bene pubblico. Gli esperti studieranno il manufatto per capirne l’esatta provenienza e decidere la futura collocazione. Determinante per risalire al luogo della sparizione sarà l’analisi dell’argilla di cui è composta e i frammenti di terreno rimasti sulla statua.

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