L’assessore regionale Rabboni risponde a Pollastri sulla caccia

20 ottobre 2012

L’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni risponde ad un’interrogazione del consigliere Andrea Pollastri (PdL) sul numero dei cacciatori in Regione. Nell’interrogazione il consigliere rilevava come negli ultimi quarant’anni il numero dei cacciatori in Emilia-Romagna abbia subito una riduzione del 67,5%, passando da 139.861 nel 1973 a 45.407 nel 2011, individuando le cause nei cambiamenti socio-economici a quelli mediatici e nell’asfissiante aumento degli obblighi, dei vincoli e dei costi.

“Intendiamo, ha risposto Rabboni, rendere la caccia una pratica utile e vantaggiosa per l’intera collettività, in grado di assicurare la tutela delle produzioni agricole e dell’ambiente unitamente alla salvaguardia della fauna selvatica. Si ritiene plausibile che il calo del numero dei cacciatori rilevato dall’interpellante, possa essere correlato prevalentemente all’assenza di ricambio generazionale, poiché l’interesse dei giovani si rivolge ad altre attività ludiche e sportive. L’analisi dei dati relativi all’età dei cacciatori tesserati residenti in Emilia – Romagna nel 2011, evidenzia come solo il 4% di praticanti sia nato dopo il 1980; oltre il 54% dei praticanti ha più di 60 anni di età e, tra questi, il 23% è nato prima del 1940 ed ha, quindi, più di settanta anni. La riduzione del numero dei cacciatori emiliano -romagnoli non è sicuramente “agevolata” dall’inasprirsi di regole o tasse imposte dalla Regione. È opportuno sottolineare, a questo riguardo, che le tasse di concessione regionale legate all’esercizio venatorio non hanno subito, se non per la parte direttamente connessa alla conversione della lira ad euro, aumenti dal lontano 1992.

Tuttavia il contesto in cui operiamo, oltre che da profondi mutamenti di carattere sociale, è stato caratterizzato dal susseguirsi, in materia di tutela della fauna selvatica, di numerosissime Direttive comunitarie sempre più stringenti e limitanti. Una nuova legge nazionale in materia di caccia non è più rinviabile.”

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