Piacenza

Ikea, l’ultimo scontro è su 12 operai. Le coop: “Sono stati sospesi, non licenziati”

31 ottobre 2012

AGGIORNAMENTO DELLE 19.50
L’ultimo terreno di scontro nel caso Ikea è legato all’azione disciplinare che il consorzio Cgs ha avviato nei confronti di 12 lavoratori, tra i protagonisti dei picchetti. Le cooperative precisano che “non si tratta in alcun modo di licenziamenti, ma di una normale e legittima attività per verificare il loro comportamento” e preannunciano che “i procedimenti seguiranno doverosamente l’iter previsto dalla legge, la cui conclusione non è già predeterminata”.  Una posizione ribadita anche del corso del confronto avuto ieri dalle coop con l’assessore provinciale alle Politiche del Lavoro Andrea Paparo, alla presenza degli assessori comunali Luigi Rabuffi e Francesco Timpano, di Ikea e di Confindustria. “La volontà – spiega Paparo – è quella di proseguire nel lavoro già iniziato senza perdere di vista le esigenze dei lavoratori da un lato e la tutela del lavoro dall’altro. L’obiettivo, comune al Consorzio e a Ikea, è quello di salvaguardare la possibilità di mantenere a Piacenza una realtà che dà lavoro a 500 persone e sostentamento ad altrettante famiglie. Per questo Ikea ha ribadito la necessità di poter svolgere la propria attività regolarmente anche mediante il ricorso alle opportune modalità previste dalla legge. L’auspicio delle istituzioni è che la mediazione porti a una rapida soluzione e che le trattative proseguano sui corretti canali”. L’assessore incontrerà anche le altre parti coinvolte: mercoledì prossimo sarà la volta di Cgil, Cisl e Uil, giovedì dei Cobas.

AGGIORNAMENTO DELLE 16.00
E’ stato dimesso dall’ospedale di Piacenza il ragazzo straniero che nella giornata di oggi è stato sottoposto ad esami e accertamenti dopo che si era presentato al Pronto soccorso lamentando svenimenti e difficoltà di equilibrio. Secondo il suo racconto, ieri mattina era rimasto colpito nel corso dello sgombero effettuato dalla forze dell’ordine per garantire l’accesso allo stabilimento Ikea. Sulla vicenda sono intervenuti David Santi e Roberto Montanari di Rifondazione comunista: “Nel ribadire la solidarietà alla sacrosanta lotta dei facchini Ikea, chiediamo che si individuino senza reticenze i responsabili del grave atto ai danni dell’operai, che getta discredito sull’operato delle forze dell’ordine, che si garantisca una gestione delle operazioni di ordine pubblico attuata con professionalità e nel pieno rispetto delle norme democratiche ed infine che si assicuri quella terzietà che non pare essere stata attuata in questo caso”. Polizia e carabinieri hanno sempre smentito qualunque episodio di violenza.

AGGIORNAMENTO DELLE 12.15
Un operaio ferito durante lo sgombero di ieri è ricoverato all’ospedale di Piacenza per un problema al capo che gli provocava svenimenti e difficoltà a mantenersi in equilibrio. Inizialmente sembrava che si trattasse di un’emorragia cerebrale, ma i primi esami sembrano escludere problemi seri. In ogni caso, i sanitari stanno sottoponendo l’uomo a una tac per scongiurare ogni pericolo. I colleghi del facchino sostengono che l’uomo sarebbe rimasto ferito nel corso dell’intervento delle forze dell’ordine per consentire l’ingresso dei pullman con a bordo i lavoratori chiamati a sostituire quelli in picchetto. Polizia e carabinieri hanno però sempre smentito che si sia verificata qualsiasi forma di violenza.

NOTIZIA DELLE 8.30
Mattinata di tregua ai cancelli dell’Ikea, dove i facchini continuano il presidio, ma hanno lasciato entrare senza problemi i camion e i lavoratori chiamati a sostituire quelli protagonisti del picchetto. Niente blocco, quindi, in rispetto degli accordi presi durante l’incontro di ieri tra i Cobas e i rappresentanti delle cooperative. Un confronto informale, che è comunque servito per compiere un passo in avanti verso la ricomposizione della vertenza. Il sindacato di base chiede che tutti i lavoratori siano reintegrati e che l’orario di lavoro sia equamente diviso tra tutti. Oggi è previsto un incontro convocato in Provincia dall’assessore Andrea Paparo, domani altra giornata di quiete, appuntamento decisivo per venerdì mattina, quando convergeranno a Piacenza operai e Cobas anche da altre città: se l’intesa sarà stata raggiunta, si riuniranno in assemblea, altrimenti, la protesta riprenderà. Ancora più dura.

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