Piacenza

Ikea, nuovi striscioni dei Cobas davanti all’azienda

10 novembre 2012

Ikea, prosegue la tregua, ma cambiano gli striscioni dei manifestanti che continuano a presidiare l’esterno dell’azienda.

Ieri intanto si sono riuniti i vertici nazionali e locali di ikea con i sindacati confederali e più tardi con il sindaco di Piacenza Paolo Dosi. Emerge che non c’è nessun cassintegrato fra i 250 lavoratori diretti dell’azienda e monitoraggio per una distribuzione «equa» del monte ore di lavoro, in un periodo segnato da una diminuzione dei volumi. L’azienda smentisce categoricamente il ricorso ad ulteriori ammortizzatori.
Ikea chiede però garanzie di una normalizzazione della “crisi” dovuta agli scontri che cadono in un momento di flessione del volume d’affari e lo aggravano: da qui i 104 cassintegrati fra i lavoratori delle cooperative (non si parla di 25 amministrativi).

“La cassintegrazione era un bluff per spaventare i lavoratori, aziende della logistica e sindacati confederali sono complici” commenta Aldo Milani dei Cobas, che continua a puntare il dito contro le buste paga dei facchini. Milani chiede il rientro dei 12 lavoratori sospesi. Lunedì 12 la parola passerà alla direzione provinciale del lavoro sul contratto che secondo i Cobas non sarebbe stato rispettato: i facchini iscritti al sindacato lamentano di aver lavorato molte meno ore delle previste, a fronte di colleghi che avrebbero fatto gli straordinari.

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